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venerdì 25 novembre 2016

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IL “FALSO TESTAMENTO OLOGRAFO” DI CRISAFULLI AGATINO E LA PROPOSTA ILLEGITTIMA FATTA DALL'AVV.TO STEFANO PRINCIPATO DELLO STUDIO LICORDARI IL QUALE DIVENTA PROTAGONISTA IN QUESTA, A SUO DIRE, “TELENOVELA”.
I miei fratelli germani, assistiti dall'avv.to Stefano Principato, non vogliono cedere il “malloppo”. Addirittura l'avv.to Principato scrive che il suo cliente “Crisafulli Emanuele” dissente la sentenza emessa dal Tribunale di Messina n. 2314/2014. Entrambi (avv.to Principato ed Emanuele Crisafulli) contestano poi le mie accuse. Sono stati commessi, fino ad oggi, reato penale di falsa testimonianza, reato penale di falsità ideologia, reato penale di appropriazione indebita, reato penale di avere scritto il Falso in un Atto Notorio, reato penale di avere occultato per cinque anni la pubblicazione del testamento olografo, ed infine con la pubblicazione del testamento olografo, reato penale di FALSO in scrittura privata.

Dopo che ho annunciato tramite PEC e poi pubblicato nel mio giornale la querela per la violazione dell'art. 490 c.p. finalmente l'avv.to Stefano Principato si è recato dal magnifico notaio dott. Giuseppe Bruni e così questi ha compilato il verbale di pubblicazione di testamento olografo sottoscritto da Crisafulli Agatino. Questo Testamento mi è stato notificato tramite e-mail il 19 luglio 2016.
Leggendo questo testamento olografo risulta però che lo stesso è stato sottoscritto in data 15 gennaio 2004. Mio padre è morto il 27 giugno 2011 e l'avv.to Stefano Principato lo ha pubblicato il 06 luglio 2016. Per questo motivo ritengo fondata la mia querela fatta in precedenza perché l'art. 490 c.p. stabilisce che chi “occulta” un testamento olografo soggiace rispettivamente alle pene stabilite negli articoli 476, 477 e 482 codice penale secondo le distinzioni in essi contenute. L'occultamento appare evidente ove si consideri che è stato pubblicato a distanza di ben 5 anni e 9 giorni dopo la morte di mio padre e a seguito della mia presentazione e preannunciata, querela.
In questo Testamento Olografo non risulta che io, Alfio, sia stato dichiarato da mio padre Agatino un figlio “indegno”, tanto da diseredarmi, per come aveva dichiarato, già nell'aprile 2016, l'avv.to Stefano Principato, al mio avv.to Massimo Mastroeni.
Evidentemente l'avv.to Stefano Principato, dato che non esiste la parola “indegno” nel testamento olografo, si è “inventato” questa parola spregevole nei miei confronti forse perché, io in precedenza ho rivendicato ai suoi assistiti il diritto a vedermi liquidare la mia parte dei miei beni della società di fatto, il risarcimento dei danni ed ancora la mia parte di successione dei beni dei miei genitori.
Io dopo aver ricevuto questo Testamento Olografo, dato il mio diritto nascente dalla sentenza del 2014, passata in giudicato, che mi riconosce socio di fatto di una società, sempre negata, con mio padre, mia madre e mio “fratello” Emanuele, ho dichiarato ai miei fratelli germani e ai rispettivi avvocati che avrei accettato un qualsiasi accordo per definire la controversia. Ho invitato, per iscritto, l’avv.to Stefano Principato di preparare lui stesso questo contratto/accordo da sottoporre ad un qualunque Notaio o al Giudice.
Non lo ha mai fatto! Forse non riesce a farlo perché, per come ha scritto nella sua email, non può rispettare la legalità e quindi non vuole che si critichi la sua professionalità!
Dopo pochi giorni dalla pubblicazione e notifica di questo Testamento Olografo ho confrontato questa scrittura a firma di mio padre con alcuni suoi scritti: commissioni ai clienti, bolle di accompagnamento e firme nei vari contratti, firme nelle cambiali, firme negli assegni, firme nelle ricevute rilasciate dalla Banca nel prelievo di somme del suo Libretto Bancario.
Dopo questo confronto ho avuto molti dubbi.
Le firme non erano quelle che usualmente faceva mio padre. In tre firme, nel nome “Agatino”, mancava la lettera “g” e due lettere “a” (vedi allegati).
Poi ho confrontato, fra i documenti in mio possesso, le firme di mio padre fatte circa 90 giorni prima e 30 giorni dopo dalla data del Testamento Olografo del 15.01.2004.
A suggellare quelle firme che aveva firmato mio padre, fu proprio l'avv.to Mino Licordari, nella comparsa di costituzione di risposta alla mia causa per riconoscermi socio di fatto (Ottobre 2003) e poi, mio padre ha sottoscritto con me, e poi con lo stesso avv.to Mino Licordari, nel febbraio 2004 un verbale di presa in consegna di un immobile, come custode giudiziario, controfirmato anche dall'Ufficiale Giudiziario della Corte di Appello di Messina. Risultato finale è che le firme fatte in mia presenza e in presenza di questi signori testimoni a cavallo del 15.01.2004 non sono uguali o somiglianti alle firme del testamento.
Non sono firme di mio padre nemmeno se li confrontiamo con le sue firme fatte molti anni prima dagli anni 60 al 2004 e ancora con le lettere raccomandate che mi ha scritto anche dopo diversi anni (2009).
Cosi, nel dubbio e per avere la certezza che le firme non erano di mio padre, ho dato incarico ad un consulente tecnico di parte per redigere una “Consulenza Grafica”.
Io e il mio CTP ci siamo portati presso lo studio del Notaio Bruni e qui con gli strumenti del mio stesso CTP questi dopo averlo esaminato, scansionato, fotografato, ingrandite molte parole e lettere, ha rilevato tutte le imperfezioni esistenti e quindi ha scritto, con una relazione di ben 87 pagine la quale mi è stata notificata tramite PEC, la sua relazione sostenendo in conclusione che: “la scrittura del testamento presenta, indiscutibilmente, tutte le caratteristiche con “mano guidata”. Il Testamento Olografico apparentemente compilato datato in Messina 15 gennaio2004 e sottoscritto a nome di “Crisafulli Agatino” non è opera grafica spontanea, genuina ed autonoma del de Cuius”.
Ho letto da più parti che il Perito Grafologo oltre ad osservare il documento in sé per vedere la “Genuinità”, la “ Credibilità”, la “Spontaneità”, osserva anche il “Ritmo”, il “Gesto Fuggitivo”, la “Modalità di Collegamenti”, i “Gesti tipo Personalizzati”, la “Modificazione e personalizzazione del Modello Calligrafico”, le “Versioni di ingombro delle lettere superiori e inferiori”, la “larghezza delle parole nella scrittura”, l’Assetto sul rigo”, la “Velocità della scrittura”, la “Punteggiatura”, il “Quantum Energetico o Pressione”, gli “Eventuali Errori Ortografici”, il “Lessico rispetto alla sua Scolarizzazione e Professione Svolta”, alla “Mutazione degli inchiostri (pigmentazione)”, alle “Malattie che poteva avere al tempo della stesura del testamento come: Parkinson, Alzheimer, invalidità agli arti, agli occhi, … eccetera. Nella querela che presenterò chiederò al P.M., fra le indagini di fare “Asportare” alcune particelle di inchiostro dalla Polizia Scientifica ed esaminarli nei loro laboratori per stabilire la datazione della stesura di questo stesso “Testamento Olografo” perché mio padre alla data di stesura di questo testamento olografo, nel gennaio 2004 non possedeva alcuna malattia che gli potesse impedire di scrivere la sua solita e normale scrittura.
Ora leggendo poi alcuni scritti fatti da mio padre (copie commissioni, bolle accompagnamento), speditomi con lettere raccomandate e da lui sottoscritte, prima e dopo il 15 gennaio 2004 lo stesso non ha mai commesso errori ortografici e poi non ha mai scritto frasi sconclusionate, illogiche e parole sgrammaticate.
Ora domando: Chi sarà stato a guidare la mano di mio padre a redigere un “Testamento” FALSO?
Con questo Testamento Olografo “FALSO” la mia controparte, forse, ha pensato di avere centrato l'obiettivo di escludermi dal “gioco” o eredità e così potermi, si presume “ricattare”.
Probabilmente il Notaio Giuseppe Bruni ha informato, immediatamente, l'avv.to Stefano Principato che io e il mio CTP ci eravamo presentati nel suo studio per fare accertamenti verifiche e periziare il “Testamento Olografo”.
A questo punto, dopo pochi giorni, l'avv.to Stefano Principato, finalmente, si è svegliato.
Si è ricordato che io da tempo lo avevo invitato a scrivere un accordo per poter concludere le controversie e così, in data 06.09.2016 ha scritto una PEC, non a me, ma al mio legale Massimo Mastroeni il quale me l’ha consegnata e stampata in data 4.10.2016 ore 17:07.
Da questa lettera e-mail, per come detto, l’avv.to Stefano Principato, pur avendo ricevuto da me il mandato di stipulare l'accordo, traspare l'intenzione di NON fare chiudere e concludere al suo cliente le controversie.
Leggendo la sua email poi io da un lato ho riso a crepapelle perchè il suo scritto l'ho interpretato come una “barzelletta” da divulgare e fare ridere anche altre persone; dall'altro invece, sono stato ferito nella mia dignità e intelligenza. Mi ha fatto stare molto male sia fisicamente sia moralmente. Ho pianto.
Eppure lui, forse si è dimenticato che è stato costretto prestare giuramento di osservare le leggi e la Costituzione dello Stato Italiano prima di svolgere la professione di avvocato.
Scriverò al Consiglio dell'ordine degli avvocati di Messina per vedere e stabilire se nel suo comportamento e nei suoi scritti ha violato alcune norme deontologiche per sottoporlo a sanzioni disciplinari.
Da questa email PEC di Stefano Principato si possono leggere alcune frasi senza una logica giuridica, non veritiere, sconclusionate rispetto ai fatti, ponendo nei miei confronti paletti, condizioni, e ostacoli.
Io, secondo il suo “senno”, dovrei accettare la sua proposta la quale è illegittima contiene limitazioni, rinuncia ai miei diritti nascenti dalla sentenza 2314 del 2014 e poi oltretutto invalida e NULLA. Altrimenti, lui ha scritto, noi tutti moriremo e presumo per sua gioia, nel frattempo guadagnerà molto ed io, per la lentezza della Giustizia, in vita non avrò nulla!
Lo Studio Licordari e lui personalmente, per ben tre volte non hanno accettato, di intervenire presso la società di Mediazione ADR Center e proporre in quella sede quello che lui e i suoi assistiti mi vogliono dare.
Questa è la seconda volta che lo Studio Licordari e lui personalmente mi propongono di sottoscrivere “un patto successorio” vietato dalla legge.
Io, se fossi in lui, come avvocato del foro di Messina, per quello che ha scritto, mi vergognerei.
Mio figlio tempo fa alla prima proposta fatta nel 2012 dallo Studio Licordari (testimoni tre avvocati Sindona-Ciraolo-Gullo) di sottoscrivere un patto successorio mi disse che se questa fosse stata una domanda di esami il professore sicuramente avrebbe bocciato lo studente e gli avrebbe fatto ripetere gli esami e chi mi ha proposto questo patto successorio non avrebbero passato gli esami.
Insistendo nella sua versione e contro la legge lo studente Stefano Principato e altri, sicuramente, non sarebbero mai diventati avvocati
.
Sul “Testamento Olografo”.
Nel Verbale di questo “Testamento Olografo” alla data della sua pubblicazione, del 6 luglio 2016 non riflette la realtà dei fatti. Il contenuto del Verbale scritto dal Notaio Bruni è FALSO perché mia madre Lo Presti Giovanna era già morta il 23 maggio 2015 (un anno prima) e l’avv.to Stefano Principato era ben a conoscenza di questi fatti perché mia madre era sua cliente e tuttavia, come al solito ha omesso di indicare questo evento e il Notaio non lo ha inserito a verbale.
Sempre nel verbale del “Testamento Olografo” la parte che ha presentato il testamento ha dichiarato il FALSO quando ha fatto scrivere al Notaio Bruni che il valore dei beni lasciati in vita da mio padre e mia madre era di soli 10.000,00 (diecimila) euro (ha detto questo valore, probabilmente per fare pagare al suo cliente meno tasse). Scriverò alla Agenzia delle Entrate che il valore dei beni ereditati è molto; ma molto di più.
Ecco quindi che lui nella sua e-mail, per togliere dalla “merda” i suoi clienti, mi ha offerto 5 oppure 6.000 euro, dato che nel valore di 10.000,00 euro dato agli immobili ha inserito il valore anche di una bottega sita in via Consolare Valeria 11 Gazzi Messina e che produce agli eredi circa 800 euro al mese di canone di affitto.
Io quindi secondo la sua proposta debbo ricevere solo 5 oppure 6.000,00 euro a fronte di quello che debbo ricevere.
Inoltre ha ancora “omesso” di inserire a verbale che a causa della sentenza della società di fatto i miei genitori sono divenuti proprietari anche di due altre unità immobiliari (due case) e poi 1/2 (metà) di capannone industriale dietro le poste (la quarta parte del capannone ciascuno).
Leggendo poi il “Testamento Olografo” chi lo ha compilato, magari con il suggerimento di una mente “bacata”, ignorante, non sapendo i fatti, ha commesso gravi errori.
Mia madre, Lo Presti Giovanna, non poteva mai essere nominata usufruttuaria “Diritto reale di godere di un bene altrui” perché lei stessa era già proprietaria al 50 per cento della Bottega di via Consolare Valeria 11 Gazzi Messina e del terreno di via S.S. 114 Km. 5. Negli atti di compravendita risultano intestati e acquistati anche da lei e a firma congiunta con suo marito. Alla morte di mio padre quindi, lei stessa proprietaria di questi beni, eredita anche la parte che le spetta per legge congiuntamente ai figli e quindi non gode dell'usufrutto di questi beni.

Inoltre l'ignorante che ha stipulato il Testamento Olografo non sapeva certo che i miei genitori hanno dichiarato in un atto notarile che hanno vissuto la vita matrimoniale in comunione dei loro beni acquistati sia dall'uno che dall'altro.
Ora andiamo ad esaminare la “Proposta fatta ai miei danni” dall’avv.to Stefano Principato.
L'accordo che lui ha proposto nella sua email:
1) Mi vuole negare il diritto ad avere la mia unità immobiliare rispetto alle quattro acquistate dalla stessa società;
2) Mi vuole negare il diritto di avere la mia parte (105) metri quadri del Capannone industriale acquistato dalla società di fatto;
3) Mi vuole negare il diritto di ricevere, da parte del suo cliente, gli oltre 600 milioni di lire dei miei conferimenti versati alla società di fatto per acquistare immobili e merce da commercializzare;
4) Mi vuole negare il diritto ad avere le stesse quote di danaro prelevate dalla cassa della società da parte dei soci specie quelli del suo cliente;
5) Mi vuole negare il diritto ad avere il risarcimento dei danni oltre 800 mila euro che mi hanno prodotto i suoi clienti per non avermi fatto fruire la mia parte dei beni della società dal 1999 ad oggi;
6) Mi vuole negare il diritto a fruire il frutto dei beni che mi spettavano dal 1999 ad oggi;
7) Mi vuole negare il diritto a ricevere la quota della società di fatto che mi spetta a titolo di avviamento commerciale.
8) Mi vuole negare il diritto a ricevere la mia parte di eredità della bottega e del terreno sito sulla strada statale 114 km. 5 e poi ancora la mia parte dei beni delle due unità immobiliari e parte del capannone spettanti ai miei genitori.
9) L’ipotesi paventata dall’avv.to Stefano Principato secondo cui Crisafulli Emanuele potrebbe rinunciare alla eredità del padre e della madre per dare a me il terreno sito sulla strada statale 114 non si può fare perchè: oggi non può rinunciare alla eredità in quanto l'ha già accettata sia attraverso le donazioni ricevute di somme di danaro, poi perché si è appropriato indebitamente di 6.900,00 euro dai conto correnti di mio padre presso la Banca Monte Paschi di Siena lo stesso giorno della sua morte e poi deve restituire ancora i 25 mila euro circa che, congiuntamente alle sorelle si è appropriato dal libretto postale di mio padre, deve restituire i soldi dell’assicurazione che ha preso, deve risarcire i danni per la rottamazione dell’auto ereditata dal padre e dalla madre, … eccetera.
10) Io non posso, per legge, mai accettare, con Carmen, di pagare tutte le spese per ricevere in cambio il solo terreno e rinunciare poi alla mia parte della bottega e dell'appartamento intestato a mia sorella IDA che eredito.
Il codice civile non prevede si possa accettare l'eredità e contemporaneamente rinunciare alla stessa eredità. Questa pronuncia di accettazione e contemporaneamente la pronuncia della rinuncia di eredità comporta la nullità dell'atto o del contratto da stipulare.
A questo punto come posso accettare di togliere le querele che ho fatto e presentato, forse anche a mie spese, per come prevede la proposta fatta dall’avv.to Stefano Principato?
11) La successione ereditaria non si può mai fare se non si fa prima la divisione dei beni della società di fatto e fare sapere alla Agenzia delle Entrate veramente cosa gli eredi ereditano.
Ecco quindi che la proposta fatta dell’avv.to Stefano Principato così come è stata formulata è “strampalata” non è concretamente fattibile e poi risulterebbe sempre illegittima e ancora tutto l’accordo sarebbe viziato da nullità assoluta.
12) Con la pubblicazione di questo “FALSO” testamento olografo con mano guidata, anziché ridurlo, il contenzioso i miei fratelli germani e l'avv.to Stefano Principato, lo hanno aumentato.
Così aumentano anche le querele.
Questa ultima, ma non ultima, querela che farò sarà per il presunto reato FALSO in scrittura privata ex art. 485 codice penale.
Mi domando: quando i miei fratelli germani faranno o saranno obbligati a fare la successione quali beni porranno nella dichiarazione?
Mia sorella Ida dirà la verità? Denuncerà di avere ricevuto un appartamento in donazione e soldi dai miei genitori?
La mia parte di legittima che eredito me la vuole dare oppure le debbo fare causa?
Mio fratello Emanuele denuncerà di avere sottratto indebitamente soldi dai due conti correnti di mio padre e gli oltre 80 milioni di lire ricevuti per abbellire il capannone? Denuncerà di non avere pagato a mio padre e a mia madre i 150 milioni di lire (troppo poco) indicati nel contratto stipulato dal Notaio Giuseppe Bruni ove ha commesso, con sua moglie Cucinotta Caterina, reato di FALSITÀ IDEOLOGICA nel dichiarare di non essere parente in linea retta con mio padre in occasione della finta compravendita del 2001?
Mia sorella Carmen e mia sorella Ida denunceranno che si sono appropriati indebitamente di circa 23 mila euro dal libretto postale di mio padre?
I soldi, oltre 50.000,00 euro dell’affitto della Bottega li tireranno fuori e li porranno nella massa ereditaria oppure no? Si aspettano che io per avere la mia parte debbo fare causa e fare sequestrare questi soldi?
I soldi che ci sono su un conto corrente intestato a mio padre presso la BMPS cosa faranno li lasceranno alla Banca o li inseriranno nella massa ereditaria?
I debiti contratti dalla società di fatto con il Credito Siciliano (scopertura bancaria) vogliono partecipare a pagare oppure no? Li dovrò pagare solo io?
Chi pagherà i debiti che hanno contratto mio padre e mia madre nei miei confronti a causa del mancato riconoscimento della società di fatto e non avermi dato la mia parte dei beni quello che mi spettava?
Mi chiameranno i miei fratelli germani a sottoscrivere la successione ereditaria dichiarando il vero e non il FALSO oppure la presenteranno da soli dichiarando ancora una volta il FALSO?
Chiederò alla Agenzia delle Entrate di farmi conoscere se nel frattempo sono state depositate dichiarazioni di successioni ed estrarne copia per vedere se debbo fare altre querele.
Io sono sicuro che, conoscendo i miei fratelli germani loro, essendo in mala fede, non faranno nulla e vogliono essere subissati dalle mie cause civili e penali.
Vedremo come andrà a finire. Chi vivrà vedrà.
Comunico che con tutte queste contrarietà dovuti da circa 20 anni di comportamenti mobbizzanti, vessazioni, violazioni di leggi civili e penali, isolamento ed escluso dalla famiglia, mi avete fatto seriamente e gravemente, ammalare fisicamente e psichicamente e pensando che non meritavo tutta questa violenza nei miei confronti passo tutte le notti insonni. Dimostrerò questa malattia che mi avete prodotto con certificati medici.
Vi comunico che farò testamento e lo pubblicherò! Se i soldi io non li vedrò state tranquilli che ci penseranno i miei eredi a pretenderli. Quello che Voi mi avete fatto e ancora farete farò in modo che rimarrà nella storia e lo renderò pubblico a Messina e in tutta Italia ivi compreso ai vostri cari figli.
Allego in copia il Verbale del Notaio Bruni; il Testamento Olografo, la lettera e-mail dell’avv.to Stefano Principato
.



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