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lunedì 20 giugno 2016

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I MIEI FRATELLI GERMANI NON VOGLIONO FARE LA DIVISIONE DEI BENI DELLA S.D.F. E NON VOGLIONO NEMMENO FARE LA SUCCESSIONE EREDITARIA
Mio fratello Emanuele Giovanni e le mie sorelle Carmen e Ida Maria non hanno voluto presentarsi alla ADR Center srl per la mia proposta di Mediazione prima di adire le Autorità Giudiziarie

Alla società di Fatto risultante nella sentenza emessa dal Tribunale di Messina n. 2314 del 19.11.2014.
Al Socio della società di fatto Crisafulli Emanuele Giovanni giusto sentenza del Tribunale di Messina n. 2314 del 19.11.2014 ed erede dei soci Crisafulli Agatino e Lo Presti Giovanna e-mail info@sedietavolicrisafulli.it
PEC emanuele.crisafulli@pec.enya.it
Alla signora Carmen Crisafulli erede di Crisafulli Agatino e Lo Presti Giovanna soci della società di fatto, giusto sentenza del Tribunale di Messina n. 2314 del 19.11. 2014, e-mail carmen@carmencrisafulli.it
Alla signora Ida Maria Crisafulli erede di Crisafulli Agatino e Lo Presti Giovanna soci della società di fatto, giusto sentenza Tribunale di Messina n. 2314 del 19.11. 2014, ida@idacrisafulli.com
All’avv.to Stefano Principato dello Studio legale Associato Licordari legale dei socio ed eredi dei soci Crisafulli Emanuele Giovanni, Carmen e Ida Maria PEC avvstefanoprincipato@puntopec.it
All’avv.to Manuela Licordari dello Studio Legale Associato Licordari PEC avvmanuelalicordari@puntopec.it
All’avv.to Pio Benecchi dello Studio Legale Associato Licordari PEC avv.piobenecchi@pec.giuffre.it
All’avv.to Massimo Mastroeni PEC avv.massimo.mastroeni@pec.giuffre.it
A mio Nipote Donatello Zappalà e-mail zappatello@gmail.com
A tutti i miei nipoti e parenti, non sapendo le loro e-mail e ove abitano, rendo noto quanto appresso nel mio sito giornale CONTROVENTO www.crisafullialfio.it;
Succintamente rendo noto i fatti.
Il Tribunale di Messina con sentenza n. 2314 del 19.11.2014 mi ha riconosciuto socio di fatto dal 1973 al 1999 della attività commerciale con le aziende di Crisafulli Agatino, Lo Presti Giovanna, e poi con l’azienda di Crisafulli Emanuele Giovanni.
Il giorno 27.06.2011 è morto il mio primo socio e padre Crisafulli Agatino.
In data 12.06.2012 ho chiesto di effettuate tramite PEC agli avv.ti Mino Licordari e Stefano Principato e ai miei fratelli germani di fare la successione ereditaria inserita in un accordo più ampio per chiudere le controversie. Costoro non hanno inteso fare nulla.
In data 10.03.2013 ho chiesto ancora di fare la successione ereditaria e ancora non hanno dato alcuna risposta.
Il giorno 23 maggio 2015 è morta la seconda socia e madre Lo Presti Giovanna. Anche questa volta gli eredi, nonostante le mie PEC, fatte pervenire loro in data 05.07.2015 e in data 09.07.2015 e poi ancora dopo la notifica nel mese di marzo 2016 con un atto Stragiudiziale n. 6091 per il tramite dell’Ufficiale Giudiziario della Corte di Appello di Messina e poi dietro invito rivolto dalla società A.D.R. Center via Nino Bixio n. 89 Messina non hanno inteso ancora effettuare la successione ereditaria e la divisione dei beni della società di fatto.
Per questa ultima occasione l’avv.to Stefano Principato dello Studio Legale Associato Licordari ha inviato al mio legale di fiducia una sua PEC e gli comunicò
“l’impossibilità, per i miei clienti, di aderire alla procedura di mediazione anche per fatti sopravvenuti che, a prescindere dal merito, impediscono, in questa fase, la chiesta divisione dei beni della società di fatto formulata dal sig. Crisafulli Alfio” .
Ho saputo per il tramite del mio legale di fiducia che “i fatti sopravvenuti” per la mancata partecipazione alla mediazione erano dovuti perché a detta dell’avv.to Stefano Principato alla morte di Mino Licordari avvenuta il 21 marzo 2016 , lui, o chi per lui, ha scoperto nella cassaforte dello Studio ove è associato in una busta, non si sa se aperta oppure chiusa, un terzo testamento olografo fatto da Agatino Crisafulli che nominerebbe erede universale Crisafulli Emanuele Giovanni. Gli altri due testamenti olografi di mio padre Agatino e di mia madre Lo Presti Giovanna, a detta di mia sorella Carmen, sono in suo possesso e portano la data 1997.
A questo punto ho detto al mio legale avv.to Mastroeni e poi ho anche scritto una e-mail a mia sorella Carmen di fare stilare all’avv.to Stefano Principato, un bonario accordo. Ho dichiarato che accettavo quello che volevano loro e di farmi sottoporre, dallo stesso avv.to Principato un contratto.
Le mie sorelle Carmen e Ida Maria con mio nipote Donatello Zappalà (figlio di Carmen) per questa mia decisione mi hanno ringraziato tramite e-mail. A detta di mia sorella Carmen di religione Cattolica Cristiana pregando Santa Rita questa le ha fatto il miracolo!
Trascorsi circa due mesi questo accordo o contratto non è stato posto alla mia attenzione e quindi in un primo momento con PEC del 09.06.2016 ho notificato a tutti questi signori in indirizzo “un ultimo invito” chiedendo:
.-. per primo di pubblicare i testamenti;
.-.per secondo di presentarmi un contratto legittimo per definire bonariamente la controversia.
Ora io sapendo che la mia controparte si trova in grosse difficoltà per fare un bonario e legittimo accordo perchè:
a.-.) la società di fatto, anche gli eredi di Crisafulli Agatino e Lo Presti Giovanna, (Carmen e Ida Maria) devono per primo atto, a norma dell’art. 2282 c.c., “Estinguere i debiti sociali” debiti a tutto oggi esistenti nei confronti della Banca “Credito Siciliano”;
b.-) la società di fatto ivi compresi gli eredi di Crisafulli Agatino e Lo Presti Giovanna, (Carmen e Ida Maria) per secondo a norma dell’art. 2282 devono rimborsare a me i conferimenti che ho dato alla società di fatto pari a lire 612.000.000 (seicentododici milioni) i cui documenti e conteggi sono stati presentati e da me allegati, non contestati, nella causa che mi ha riconosciuto socio di fatto.
Visto la inadempienza ho inviato una altra PEC dicendo che avrei io presentato, entro questa settimana (entro il 20 giugno 2016), una seconda proposta e di come fare il contratto.
Ciò è dovuto per il semplice fatto che io so che la mia controparte è abituata a non dire mai la verità perchè quando stipula contratti è abituata a violare sia il codice civile sia ancora il codice penale.
E’ noto a tutti che se io devo porre in questo contratto la mia firma. Se le norme stipulate violano il, codice civile e il codice penale, non potrò mai sottoscrivere alcun accordo e rendermi complice con loro stessi di eventuali violazioni di leggi.
Cito alcune violazioni di leggi civili e penali che i miei fratelli germani e genitori, fino ad oggi, hanno commesso.
.-. 30.12.1994 Crisafulli Agatino vende a Crisafulli Emanuele Giovanni la sua Azienda dichiarando il FALSO nella parte in cui non ha ricevuto per la vendita nemmeno una lira. Anzi a pagare il Notaio dott. Campagna che ha stipulato il contratto il mio socio Crisafulli Emanuele Giovanni ha usato il conto corrente cointestato con suo padre e con me. A dire del fu avv.to Mino Licordari Crisafulli Emanuele Giovanni avrebbe pagato in contanti (sic!) però non ha dimostrato la tracciabilità di questi soldi; dove ha preso o chi ha dato questi soldi a Crisafulli Emanuele Giovanni e poi se Crisafulli Agatino ha incassato questi soldi e in quale conto corrente o libretto bancario o postale li ha depositati.
Va segnalato un fatto: Crisafulli Emanuele Giovanni per pagare le tasse e questa compravendita al Notaio Campagna ha utilizzato un conto corrente cointestato con mio padre Crisafulli Agatino e cointestato con me Crisafulli Alfio (vedi documento agli atti allegati nella causa di cui alla sentenza 2314-2014).
.-. 26.01.1999 Crisafulli Emanuele Giovanni ha voluto sciogliere la società di fatto che aveva con me. Nel comunicare questa sua decisione a tutti i miei familiari (padre, Madre, e sorelle Carmen e Ida Maria) ha consegnato a tutti i suoi pensieri scritti. Nell’accordo di suo pugno lui ha dettato le condizioni e la divisione dei beni. Ha scritto che per metà del mio capannone dietro poste che io avrei dovuto cedere ad Emanuele Giovanni, lui stesso a sua volta, mi cedeva la sua attività e poi per il maggior prelievo di soldi dal conto corrente cointestato che lui aveva prelevato mi dava le sue 2.000 azioni tenute dalla banca Popolare Santa Venera oggi Credito Siciliano.
Vi furono intense trattative alle quali hanno partecipato attivamente anche le mie due sorelle IDA MARIA e CARMEN.
.-. Nel novembre1999 dopo avere raggiunto un primo accordo Emanuele Giovanni Crisafulli ha cambiato idea e non mi ha ceduto più la sua attività per come aveva dichiarato di suo pugno e non mi ha ceduto le sue 2000 azioni.
Il primo accordo non si è realizzato anche perché Emanuele Giovanni Crisafulli per il tramite del suo avv.to Domenico Alessandro mi ha fatto pervenire un secondo accordo con il quale annullava quello precedente e voleva avere oltre alla mia parte (metà) del mio capannone, anche altri soldi, derivanti dallo avviamento commerciale, e poi la sua quota parte del bene, non suo, che io avrei dovuto comprare da mia madre e da mio padre (terreno e baracche site sulla S.S. 114 Km. 5 Pistunina Messina).
.-. 4.10.1999 da questa data Crisafulli Emanuele Giovanni inizia a fare concorrenza sleale, (violando il codice civile) perché ha installato una insegna con il nome solo di Crisafulli al Km. 5,470 e poi ha comunicato alla cittadinanza e ai clienti che Crisafulli Tutto sedie si è trasferito dai vecchi locali ai nuovi locali dietro poste a Pistunina. Mi ha copiato anche il marchio che io avevo inventato nel 1973,1974,1975 quando lui non c’era nella stessa società!
.-. Nel dicembre 1999 vi è stato un incontro di tutta la famiglia (Madre Lo Presti Giovanna, Padre Agatino, Alfio, Emanuele Giovanni, le mie sorelle Carmen e Ida Maria nello studio associato degli avv.ti Domenico Alessandro, A.D. Gullo, Oreste La Torre.
.-. Io, illuminato dal mio Angelo Custode, ho posto sul tavolo, alla vista di tutti i presenti (due Avv.ti, Padre, Madre, Fratello e le Sorelle), un registratore ed ho registrato due ore di conversazione da dove si rilevava sia la società che esisteva fra di noi, sia il mancato raggiungimento della divisione dei beni, ed altro.
.-. successivamente attraverso il telefono sono stato informato dalla nuora di un noto ebanista di Messina che mio fratello Emanuele Giovanni, con il concorso di mio padre Agatino, ha commesso il primo reato penale (VIOLAZIONE DI DOMICILIO) perché è entrato, una domenica, nei locali della Crisafulli Artsedia srl con i suoi clienti per fare vedere le sedie della Crisafulli Artsedia srl. Il Lunedì successivo, infatti, ho trovato all’interno del bussolotto della porta dei locali della Crisafulli Artsedia srl, testimoni i miei due operai,una chiave rotta si da non permettermi più di entrare. Questa violazione di domicilio era stata effettuata perché Crisafulli Emanuele Giovanni aveva venduto a questo Ebanista delle sedie di legno Acero Bianco spacciandoli per legno Mogano. Aveva detto al suo cliente che i locali della Crisafulli Artsedia srl erano i suoi locali di laboratorio e qui, di domenica quando io non lavoravo, potevano vedere le sue sedie di legno Mogano.
.-. 11.12. 2001 secondo reato penale di Falsità Ideologica nel dichiarare al Notaio dott. Giuseppe BRUNI di Messina in un contratto di compravendita del Capannone Industriale dietro Poste Pistunina stipulato fra Crisafulli Agatino, Crisafulli Emanuele Giovanni e Cucinotta Caterina che i due Crisafulli (Padre e Figlio) NON erano parenti in linea retta pur abitando, vedi e leggi atto, nello stesso indirizzo, stesso complesso e nella stessa palazzina;
.-. 11.12.2001 Crisafulli Agatino, ha venduto dichiarando IL FALSO a suo figlio Emanuele Giovanni Crisafulli un immobile che non era completamente suo in violazione dell’art 1480 c.c.;
.-. 11.12.2001 Crisafulli Emanuele Giovanni ha dichiarato il FALSO per l’acquisto di questo immobile quando non ha indicato che anche lui era proprietario di una parte di questo capannone;
.-. 11.12.2001 Cucinotta Caterina (Cattolica Cristiana e Ministro di Dio) acquirente, moglie di Emanuele Giovanni Crisafulli, pur sapendo tutti questi fatti non si è opposta a fare risultare nell’atto di compravendita la verità sia perché una parte dell’immobile era di suo marito, sia perché una parte dell’immobile era mio, sia perché solo una parte dello immobile era di suo suocero;
.-. 11.12.2001 Crisafulli Agatino, Crisafulli Emanuele Giovanni e Cucinotta Caterina hanno dichiarato il FALSO quando hanno scritto nel contratto che la compravendita è avvenuta per il prezzo di lire 150 Milioni di lire. Alla morte di mio padre Agatino io non ho visto transitare sul conto corrente di mio padre detta somma (conti correnti e libretto Bancario datomi dalle Banche). Questo mancato passaggio di soldi è stato confermato ed è provato dal fatto che il fu avv.to Mino Licordari e l’avv.to Stefano Principato, nelle loro comparse, a nome e per conto di Crisafulli Agatino e Lo Presti Giovanna, hanno dichiarato al Giudice in una delle cause, del Tribunale di Messina, che i due miei genitori vivevano in povertà.
.-. A seguito del mio atto di citazione, su questa illegittima compravendita, i due Crisafulli Emanuele Giovanni e Cucinotta Caterina, apprendendo che io rivendicavo la mia parte di questo Capannone il quale, era della società di fatto, con dolo, non hanno inteso restituire lo stesso bene acquistato da Crisafulli Agatino e se avessero pagato soldi chiedergli la restituzione e il risarcimento dei danni previsto per legge.
Invece no!
Pur sapendo nel 2004, il mio atto di citazione per annullare la compravendita fra Crisafulli Agatino e i signori Crisafulli Emanuele e Cucinotta Caterina, questi ultimi non hanno inteso fermarsi ed hanno continuato nel terzo reato penale di APPROPRIAZIONE INDEBITA della mia parte di proprietà del Capannone dietro Poste a Pistunina Messina che inizia dal 1999 e continua fino ad oggi (presenterò altra querela di appropriazione indebita perché reato permanente).
Il 06.07.2009 il Giudice dott. Orifici Antonino, del Tribunale di Messina, avendo appreso l’eccezione preliminare fatta dagli avv.ti Mino Licordari e Stefano Principato, i quali eccepivano preliminarmente il difetto di legittimazione passiva, ha redatto ed emesso una SENTENZA NON DEFINITIVA contro di me motivando che “una controversia sulla proprietà del bene può instaurarsi solo tra la società di fatto, soggetto giuridico ed autonomo ben distinto dai soci e colui che allo stato risulta essere proprietario o possessore del bene non tra il socio persona fisica della società di fatto e gli altri soci” e quindi ha dichiarato inammissibili le domande di cui ai numeri 2 a 7 dei due giudizi e poi ha rigettato la domanda di sequestro conservativo. I miei tre avvocati, per riparare l'errore commesso non hanno ripresentato una altro atto di citazione chiamando in causa questa volta tutta la società di fatto per la vendita illegittima del Capannone Industriale.
A questo punto questa sentenza NON DEFINITIVA apparentemente negativa nei miei confronti, a quanto si può capire, stabilisce che io per annullare la compravendita del Capannone Industriale dietro le Poste fra Agatino Crisafulli e il figlio Emanuele Giovanni e la nuora Cucinotta Caterina, dovevo fare la causa alla società di fatto e non a loro personalmente. Ciò vuol dire che il proprietario dell’immobile era la stessa società di fatto, “ soggetto giuridico autonomo” per come in effetti lo era, e quindi Crisafulli Agatino proprietario sulla carta e possessore dello immobile non poteva mai, da solo e senza il consenso della stessa società tutta, senza il mio consenso e senza il consenso di mia madre (soci) vendere lo stesso immobile di proprietà della società ad un altro socio Crisafulli Emanuele Giovanni senza per giunta ricevere soldi.
Nella fattispecie loro hanno commesso la violazione dell’art. 1102 terzo comma c.c. perchè un bene comune appartenente alla società di fatto non poteva mai essere venduto da Agatino Crisafulli ad Emanuele Giovanni Crisafulli e anche alla nuora Cucinotta Caterina senza che lo stesso bene poi fosse stato diviso e senza il consenso della società di fatto ovvero di tutti i soci che componevano la stessa società
.
Io ritengo che la mia controparte ha ottenuto una vittoria che non vale nulla nel proseguo della divisione dei beni della società di fatto. Anzi con questa eccezione gli avvocati della mia controparte, e poi a seguito della stessa sentenza emessa dal Giudice dott. Orifici, hanno aggravato la posizione debitoria dei loro clienti nei miei confronti per i danni che mi hanno prodotto dal 1999 ad oggi 2016.
Nel 2009 Emanuele Giovanni Crisafulli, di questi beni comuni di proprietà della società di fatto (Capannone Industriale dietro Poste Pistunina acquistati dalla ditta Sigari e Contino e le tre unità immobiliari acquistati nel Complesso Futura Km. 4,900 Pistunina) li ha donati a sua moglie e ai suoi figli e poi ancora ha fatto anche una permuta con suo Genero Francesco Piccolo.
Ora queste operazioni fatte da Crisafulli Emanuele Giovanni, mal consigliate probabilmente forse da sua figlia (avvocato), oppure da qualche altro legale di sua fiducia, non poteva mai effettuarle perché questi contratti di trasferimento di questi beni in donazione e permuta secondo la Suprema Corte di Cassazione a Sezione Unite n. 5068 del 15 marzo 2016 sono NULLI.
Secondo le Sezioni Unite della Cassazione “La donazione è il contratto col quale per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa una obbligazione. Orbene l’esistenza nel patrimonio del dante del bene che questi intende donare è un elemento costitutivo del contratto e se non sussiste tale requisito, non si può ricondurre la donazione di cui all’art. 769 c.c.. Tutto ciò determina la NULLITA’ del contratto. La NULLITA’ investe la donazione di beni che il donante ritenga per errore propri in quanto la mancata conoscenza dell’altruità del bene, determina l’impossibilità assoluta di realizzazione del negozio, e quindi, la carenza della causa donativa. La donazione di un bene non appartenente al donante è quindi affetta da una causa di nullità autonoma e indipendente rispetto a quella prevista dall’art. 771 c.c. ai sensi del combinato disposto dell’art. 769 c.c. (il donante deve disporre di un suo diritto) e degli artt.: 1325 e 1418 secondo comma codice civile. In conclusione le Sezione Unite della Suprema Corte di cassazione hanno stabilito che la donazione DI UN BENE INDIVISO COMPRESO IN UNA MASSA EREDITARIA E’ NULLA, NON POTENDOSI PRIMA DELLA DIVISIONE RITENERE CHE IL SINGOLO FACCIA PARTE DEL PATRIMONIO DEL COEREDE DONANTE”.
Ora sia il capannone Industriale dietro Poste Pistunina Messina sia le tre unità immobiliari non potevano mai essere donati da Crisafulli Emanuele Giovanni perché detti beni andavano per primo divisi fra i soci della società di fatto (Crisafulli Agatino, Crisafulli Alfio, Crisafulli Emanuele Giovanni e Lo Presti Giovanna) e poi per secondo la parte spettante ai Genitori della società di fatto (Crisafulli Agatino e Lo Presti Giovanna) due parti del capannone industriale dietro poste pari a 210 metri quadri e due unità immobiliari delle quattro acquistate dalla stessa società di fatto dovevano essere divise, alla morte di questi ultimi fra i quattro coeredi.
.-.nel 2001-2002 è stato commesso altro reato penale di FALSA TESTIMONIANZA quando (Crisafulli Agatino, Crisafulli Emanuele Giovanni, Carmen Crisafulli e Ida Maria Crisafulli) sono stati chiamati a testimoniare in una causa civile per sfrattarmi dai locali siti sulla Strada Statale 114 Km. 5 Pistunina Messina SOSTENENDO CHE LA DITTA ERA SOLO DI Crisafulli Agatino e da lui amministrata, io non ero socio, ero solo un ferroviere sindacalista ed andavo di tanto in tanto in ditta e non avevo mai versato soldi nella stessa società;
.-. nel 2004-2005 Crisafulli Emanuele Giovanni ha violato ancora il codice penale perchè, da allora ha usato un titolo falso. Infatti in una trasmissione Televisiva condotta nella TV privata TCF dal fu avv.to Mino Licordari, è stato “FALSAMENTE” “incoronato” e dato da parte di due illustri sconosciuti, anziché il Presidente della Repubblica, il Titolo ONORIFICO di Cavaliere e che lui, di detto titolo, lo ha pubblicizzato in tutta Italia, ai suoi fornitori, attraverso internet e pagine Gialle e Bianche.
Nel 2003-2004 Crisafulli Emanuele Giovanni ha violato le norme di Edificabilità perchè senza avere chiesto e ottenuto dal Comune di Messina la licenza Edilizia ha costruito abusivamente, a fianco del Capannone Industriale della società dietro Poste Pistunina Messina nonché negli spazi destinati al parcheggio: quattro “baracche” o Immobili ancorati e fissati al terreno circostante. Per questo ampliamento dei locali ottenuti abusivamente, da oltre una decina di anni a questa parte, ha fatto ancora concorrenza sleale alla Crisafulli Artsedia srl e per i quali chiederò risarcimento danni.
.-. 27-06-2011 è morto Crisafulli Agatino e gli eredi Crisafulli Emanuele Giovanni, Crisafulli Carmen e Crisafulli Ida Maria a mia insaputa hanno commesso altro reato penale di APPROPRIAZIONE INDEBITA perché si sono appropriati indebitamente di tutti i soldi contenuti in due conti Correnti della Banca Monte Paschi di Siena e libretto Postale per oltre 25 Mila Euro.
.-. dal 01 Luglio 2011 dalla morte di Crisafulli Agatino ad oggi Giugno 2016 Crisafulli Emanuele Giovanni, Crisafulli Carmen e Crisafulli Ida Maria si sono APPROPRIATI INDEBITAMENTE di una parte delle somme del canone mensile della Bottega ereditata da mia madre Lo Presti Giovanna, e da Crisafulli Alfio, Emanuele Giovanni, Carmen, Ida Maria, sempre al solito senza avere fatto la successione, e hanno dato ordine al Conduttore Mazzeo Rocco della Tecno Agency di non depositare, in attesa di fare la successione, il canone mensile sul conto corrente intestato a Crisafulli Agatino.
Ho chiesto la mediazione nel 2014 su questo fatto e questi signori non hanno inteso provvedere a quanto io ho chiesto ovvero “ non hanno ripristinato e versato ad oggi la provvista ovvero i soldi del canone mensile, aggiornato per come prevede il contratto, per un totale di circa 50 mila euro” .
.-. In udienza Maggio 2011 nell’attesa di essere convocati dal Giudice dott. Antonino Orifici per sentire i testimoni nella causa che mi ha riconosciuto socio di fatto il fu avv.to Mino Licordari ha chiamato e poi si è appartato, con il mio avv.to Antonio Domenico Gullo e gli ha proposto di chiudere la controversia con un bonario accordo.
.-. il 27 giugno 2011 è morto mio padre Agatino Crisafulli. La trattativa proposta dal fu avv.to Mino Licordari non va a buon fine perché questo aveva avanzato l’ipotesi di stipulare un “patto successorio” vietato dalla legge e poi in quella occasione ha fatto sapere che mia madre non aveva la capacità di intendere e volere.
.-. alla fine dell’anno 2012 ho scoperto così, da lettere e-mail e fax inviate dall’avv.to Mino Licordari ai miei legali che mia madre era malata di mente forse del morbo di Alzheimer o altra malattia per la quale aveva dubbi sulla possibilità di presentarsi davanti ad un Notaio e firmare lo stesso accordo. L’accordo così non si è fatto e non si è fatto nemmeno la dichiarazione della successione dei beni ereditati da Crisafulli Agatino. Alla mia controparte evidentemente non conveniva!
I miei fratelli germani, violando la legge, non hanno inteso comunicarmi di detta malattia e non hanno inteso nemmeno fare istanza al Giudice per nominare un amministratore di sostegno o un Tutore per mettersi a posto con la legge.
.-. Il 19.11.2014 il Tribunale di Messina pubblica la sentenza n. 2314 nella quale è stato sentenziato che io sono stato socio dal 1973 al 1999 con la ditta di mio padre Agatino, mia madre Lo Presti Giovanna, e la ditta di mio fratello Emanuele Giovanni e fino ad oggi, nonostante le mie richieste, non mi hanno dato nulla perché NON c’è stata ancora la divisione dei beni che ha acquistato ovvero che ha in proprietà la stessa società.
.-. il 23 maggio 2015 è morta mia madre.
.-. il 5.07.2015 ho chiesto ai miei fratelli germani di fare la successione. Anche questa volta i miei fratelli germani non hanno inteso aderire. Evidentemente, fare la successione, a loro non conviene!
.- il 09.07.2015 le mie sorelle Carmen e Ida Maria sono venute da me e mi hanno informato che mia madre è morta a causa di un incidente stradale avvenuto il giorno di Pasqua 2015 e di avere dato incarico ad un Perito di loro fiducia per avere pagato i danni subiti. Non mi hanno detto che la stessa auto che ha subito l'incidente era stata ereditata ed il proprietario era mio padre.
.-. il 17 febbraio 2016 Crisafulli Emanuele Giovanni ha ripetuto gli stessi errori commessi negli anni precedenti. Mi ha comunicato tramite PEC di avere rottamato una auto e voleva che io consegnassi all’ACI la mia carta di identità. In questa PEC per giustificarsi che ci voleva la mia carta di identità mi ha allegato il certificato che dimostrava che questa auto era di proprietà di mio padre Crisafulli Agatino.
Quindi anche io, dal 27 giugno 2011, avevo ereditato la proprietà di questa auto e non mi è stato detto nulla.
A questo punto rilevo che mi è stato leso il mio diritto all’uso comune previsto dal codice civile e poi, nel rottamarla, sono stato spogliato dal diritto di esprimere la mia volontà e sono stato spogliato di un bene di mia proprietà in violazione delle più elementari norme del codice civile.
In data 4-8-16 marzo 2016 ho notificato un atto stragiudiziale per il tramite dell’ufficiale Giudiziario della Corte di Appello di Messina chiedendo ai miei germani, alla moglie di Emanuele Giovanni (Cucinotta Caterina e ai suoi figli e genero) di fare la divisione dei beni e la successione ereditaria.
Il 23 marzo 2016 ho presentato istanza di mediazione alla ADR Center di via Nino Bixio 89 Messina.
I miei germani per come detto si sono rifiutati di intervenire. Per come detto e scritto non vogliono fare la successione ereditaria. Gli pesa perché non è a loro favorevole e li danneggia!
.-. in data 13 maggio 2016 ho scoperto, dai documenti datomi dal PRA, che mio fratello in data 29 febbraio 2016 ha fatto una FALSA DICHIARAZIONE nella Dichiarazione Sostitutiva nell’atto di Notorietà perché ha dichiarato al PRA di essere, come erede, l'unico proprietario della stessa auto ereditata.
Lo stesso PRA mi ha dato un'altra Dichiarazione Sostitutiva dell’Atto di Notorietà sottoscritta da Crisafulli Emanuele Giovanni il giorno 11.02.2016. In questa Emanuele Giovanni ha dichiarato, invece, che anche io ero un erede, congiuntamente alle mie sorelle e quindi occorrevano anche le nostre firme per rottamare questa auto ereditata.
Leggendo il CERTIFICATO DI ROTTAMAZIONE fatta dalla Concessionaria MIL MOTORS HYNDAI Gruppo Napoli srl Milazzo (ME) ho scoperto poi che era avvenuto un miracolo! Mio padre in data 11.02.2016 era “Resuscitato” perché risulta che in questa data la Concessionaria Gruppo Napoli srl Milazzo (ME) “Ha RITIRATO DA SIG. Crisafulli Agatino nato a Messina il VEICOLO autovettura HYUNDAI ATOS targa BD875NC.
Ho scritto e chiesto alla stessa concessionaria per darmi conferma che mio padre era “resuscitato” e su questo domanda non mi hanno dato risposta. Mi hanno scritto che la “rottamazione” si è svolta regolarmente anche se era stato presentato alla Concessionaria una dichiarazione Sostitutiva dell'Atto di Notorietà ove si rilevava che esistevano gli eredi Alfio, Carmela e Ida Maria e questa concessionaria avrebbe dovuto pretendere il consenso alla rottamazione degli altri eredi!
Poichè non ho ricevuto i documenti chiesti ai miei fratelli germani e allo studio tecnico Denaro relativi alla morte di mia madre dietro incidente stradale, visto che lo Studio tecnico Denaro non ha inteso intervenire alla Mediazione e restituzione dell'assegno dato dall'assicurazione a me intestato:
Ho presentato una prima denuncia e querela per i presunti reati di cui agli articoli 646 e 635 codice penale ed altri reati ravvisabili d’ufficio.
Ho presentato una seconda denuncia e querela per i presunti reati di cui agli articoli 76 del DPR 445 del 2000 e artt. 489, 483, 495, 635 codice penale ed altri reati ravvisabili d’ufficio.
Ho presentato una terza denuncia e querela per i presunti reati di cui agli articoli 640 e 646 codice penale ed altri reati ravvisabili d’ufficio.
Poi ancora visto che da oltre (cinque) anni non sono stati pubblicati i due testamenti olografi di mio padre Agatino e da oltre un anno dalla morte di mia madre Lo Presti Giovanna il testamento olografo della stessa:
Ho presentato una quarta denuncia e querela per il presunto reato ex articoli 490 codice penale il quale richiama le pene previste dagli artt.:476, 477,482, 485 secondo le distinzioni in essi contenute ed altri reati ravvisabili d’ufficio perché, quanti in concorso non hanno, ad oggi pubblicato i testamenti.
Fatta questa premessa va fatto un CHIARIMENTO.
Prima di fare la dichiarazione della Successione Ereditaria, rinviata dall'avv.to Stefano Principato, va fatta la divisione dei beni della società di fatto la quale si è sciolta nel giugno del 1999 quando i nostri genitori erano in vita giusto sentenza emessa dal Tribunale di Messina n. 2314 del 19 novembre 2014.
Questo perché non si può mai fare la Successione Ereditaria e non si possono mai applicare i “testamenti Olografi” se prima non si dividono i beni che ha acquistato la società ed altri beni che dirò in seguito.
Ecco quindi che, è dimostrabile in ogni tempo e luogo, la società di fatto ha acquistato cinque unità immobiliari.
Una prima unità immobiliare, un primo appartamento, sito nel Complesso Azzurra Contesse è stato intestato a Lo Presti Giovanna.
Tre unità immobiliari (tre appartamenti) siti nel Complesso Futura S.S. 114 Km. 4,900 Pistunina Messina intestati a Crisafulli Emanuele Giovanni.
Una altra unità immobiliare (Un Capannone Industriale) Via C. Valeria 2-A dietro Poste Pistunina Messina intestato a Crisafulli Agatino;
Tre Terreni siti a Larderia Superiore, e a Cumia intestati a Crisafulli Alfio e Crisafulli Emanuele Giovanni;
Azioni in numero 6.000 (seimila) della Banca Popolare Santa Venera di cui 4.000 (quattromila) intestati a Crisafulli Alfio e 2.000 (duemila) intestati a Crisafulli Emanuele Giovanni.
Dai conti correnti cointestati risulta poi che per conto dei soci sono stati prelevati da:
Crisafulli Emanuele Giovanni Lire 802.000.000 (ottocentodue milioni) oltre agli stipendi mensili,
Crisafulli Alfio lire 121.000.000 (centoventuno milioni) oltre agli stipendi mensili,
Crisafulli Agatino lire 192.000.000 (centonovantadue milioni) oltre agli stipendi mensili,
Lo Presti Giovanna lire 157.000.000 (centocinquantasette milioni) oltre agli stipendi mensili,
Alla società di fatto Crisafulli Alfio ha conferito lire 612.837.938 (seicentododici milioni di lire).
Ecco quindi che se noi dividiamo questo patrimonio abbiamo che io su quattro unità immobiliari debbo ricevere per forza la mia Unità immobiliare. E questa mia unità immobiliare, i miei fratelli germani e l'avv.to Stefano Principato, non me la possono togliere con i testamenti olografi ancora da pubblicare.
Mio Padre Agatino deve ricevere una unità immobiliare;
Mia Madre Lo Presti Giovanna deve ricevere una altra unità immobiliare;
Mio Fratello Emanuele Giovanni deve ricevere una sola unità immobiliare anziché tre.
Le due unità immobiliari destinate a mia madre e a mio padre dopo la loro morte vanno in successione.
Inoltre io debbo ricevere ancora una parte della Unità Immobiliare del Capannone Industriale dietro Poste Pistunina Messina.
Lo Stesso Immobile è di 421 metri quadri ed è divisibile per la lunghezza e larghezza e fare altre due porte rispetto alle due porte esistenti.
Quindi io debbo ricevere la mia parte di questo capannone che è di 105,25 metri quadri. E questa parte di unità immobiliare di capannone Industriale i miei fratelli germani e l'avv.to Stefano Principato non me la possono togliere nemmeno con la pubblicazione dei testamenti olografi.
Io, Alfio Crisafulli, debbo ricevere 105 metri quadri del capannone industriale;
Mio Padre Agatino deve ricevere 105 metri quadri del capannone industriale;
Mia Madre Lo Presti Giovanna deve ricevere 105 metri quadri del capannone industriale;
Mio fratello Emanuele Giovanni deve ricevere solo 105 metri quadri del capannone industriale e non invece 421 metri quadri.
Inoltre vanno liquidati a mio favore i conferimenti che io ho dato alla società di fatto pari a oltre lire 612.000.000 con rivalutazione monetaria e interessi moratori che ad oggi assommano ad oltre 1.000.000,00 (un milione di euro) perché detti importi, che io ho conferito alla società dal 1973 al 1999, mi dovevano essere liquidati con rivalutazione monetaria e interessi moratori sin dalla fine del 1999.
Poi ancora io debbo ricevere la mia parte degli utili mai divisi fra i soci.
Da un mio calcolo approssimativo per 27 anni di società (1973-1999) io ho diritto a ricevere circa 300.000,00 euro.
Mi va poi liquidata dalla società di fatto la mia buonuscita ovvero la liquidazione dell’avviamento commerciale, perché la ditta in cui ero socio con Crisafulli Emanuele Giovanni, lui ha continuato con la stessa escludendomi.
Questo avviamento commerciale si deve calcolare rispetto ai ricavi degli ultimi tre anni, al numero dei clienti, al radicamento sul territorio della stessa società, pari a circa 350.000,00 euro all'anno.
Debbo ricevere la mia parte dei terreni acquistati;
Debbo ricevere 1500 Azioni rispetto alle 6.000 acquistate e 4.000 in mio possesso e per 2000 non ancora incassati da parte della BANCA Credito Siciliano.
Debbo ricevere oltre 700.000,00 euro per i danni che mi hanno prodotto non avendomi dato la mia parte di Capannone Industriale dal 1999 ad oggi 2016.
Debbo ricevere i danni che consistono per gli affitti pagati ai Fratelli e poi agli Eredi Ruggeri e per avere Crisafulli Emanuele Giovanni fruito, senza pagare un euro, la mia parte di Proprietà del capannone dal 1999 al 2016. Senza contare le somme che deve pagare ai genitori morti e che vanno in successione.
Debbo ricevere ancora i danni per non avere ricevuto la mia parte della Unità Immobiliare o Casa dal 1995 ad oggi per essere stato costretto affittare una casa dal sig. Proietto Nunzio via Mirulla Pistunina Messina e poi il canone di affitto per averla goduta Crisafulli Emanuele Giovanni pari a circa 120.000,00 euro.
Ecco quindi che io debbo avere prima, di dare corso alla Successione e applicare quanto prevedono i Testamenti olografi, quanto debbo ricevere dalla società e poi dopo, se rimangono soldi e beni, si potrà fare la Successione Ereditaria e sempre se i testamenti sono veramente olografi ed avere superato in modo indenne la mia denuncia e querela.
Ecco quindi che solo dopo, se rimangono beni, i miei fratelli germani possono ereditare la loro parte di quello che rimane.
Vi annuncio però che se i testamenti anche se fossero legittimi, non mi potete impedire, di fare altre due o tre cause perché io lo stesso come erede legittimario, debbo avere la mia parte dei beni ereditati.
Ecco quindi la vostra “mossa” del cavallo che avete fatto nel sostenere che esistono testamenti olografi e che mio padre Agatino lascia tutta l'eredità ad Emanuele Giovanni non vale nulla.
La vostra mossa del Cavallo che avete fatto non vale nulla perché è una mossa fatta come quando il giocatore che ha giocato a scacchi ha già perso la partita perché pur essendo sotto scacco matto vuole giocare ancora e vuole appunto fare la mossa del Cavallo a “gioco” o a “partita” già finita e il re risulta sia stato “mangiato” o “eliminato” dalla scacchiera!
Con questa mossa del cavallo, effettuata dal mese di aprile 2016, avete prodotto ulteriori danni nel ritardare la divisione dei beni della società di fatto e che io, oggi, vi chiedo di pagare. Vi informo poi il fatto che mi avete permesso presentare una quarta denuncia e querela perché i testamenti olografi essendo atti veri, vanno sempre, immediatamente pubblicati cosa questa che non avete ancora fatto e per la OMISSIONE della pubblicazione avete violato l'art. 490 c.p..
Tutte le spese da sopportare da questo contratto spetterebbero a voi tre fratelli germani per i danni che mi avete prodotto. Ritengo che voi i soldi per affrontare dette spese li avete anche perché ho saputo che Cucinotta Caterina ha acquistato, di recente, due auto. La prima auto da Crisafulli Emanuele poi rottamata dallo stesso. La seconda è una nuova auto HYUNDAI. Tuttavia, io voglio essere buono, come lo sono sempre stato e quindi vi propongo di dividere le spese per quattro ed io parteciperò pagando lo stesso la mia quota.
Non intendo però pagare sanzioni e penali per il ritardo da Voi tre accumulato per la successione ereditaria e quanto altro.
Ecco quindi che la proposta che io vi avevo fatto con l’atto stragiudiziale che vi ho notificato nello scorso mese di marzo 2016 era ed è per voi molto vantaggioso. Io riceverò molto di meno rispetto a quello che voi mi dovete dare e così accontenterò tutti anziché lasciarvi all'asciutto e privi di beni.
Io voglio avere l’appartamento che avevo già precedentemente acquistato nel Complesso Azzurra per due motivi: Il primo è quello che non abiterei mai, nemmeno da morto, accanto ad Emanuele Giovanni e Cucinotta Caterina. Piuttosto chiederei al Giudice di vendere gli immobili per avere i soldi che mi dovete dare.
il secondo è il fatto che io non voglio stare nello stesso complesso edilizio o Condominio che guarda caso è amministrato dal genero di Emanuele Giovanni (sig. Francesco Piccolo) perché, io modestamente, sono un esperto in materia Condominiale (da quarant’anni studio questa materia) tanto è vero che per i brogli esistenti nel mio condominio, da ben quattro anni non pago più le mie quote condominiali, e sicuramente metterei in crisi sia lui, come amministratore, sia anche gli altri condomini denunciando le cose che non sono legittime alle Autorità Giudiziarie
.
La mia proposta fatta a Marzo 2016 oggi, pur rimanendo valida, poichè sono trascorsi tre mesi da quella data dovete aggiungere euro 5.000 (cinquemila) per ogni mese di ritardo dato che voi lo avete fatto senza alcun motivo logico e giuridico ed oggi sono rispetto ai tre mesi di ritardo 15.000,00 euro.
Aspetto ancora il contratto da sottoscrivere dall'avv.to Stefano Principato dello Studio Licordari
.
Questa mia proposta, pagando sempre come mora, 5.000,00 euro al mese è valida fino a Novembre 2016 mese questo di chiusura dell’anno Santo della Misericordia.
Nel frattempo io vi annuncio che in questo mese di Luglio, dato la vostra mancata comparizione alla convocazione della Mediazione, inizierò le cause e poi, dopo se volete fare l’accordo entro novembre 2016, pagherete anche il compenso ai miei avvocati a cui ho dato gli incarichi. Vedremo come andrà a finire.
Vi ricordo le cause che io farò sono molte e quindi dato che gli argomenti sono diversi, per non creare confusione, e rendere tutto più semplice nei confronti dei Giudici e dei CTU o Liquidatori sarò costretto a fare le seguenti cause:
1^.-) Causa Sequestro Giudiziario dei Beni acquistati dalla società di fatto dal 1973 al 1999 (ho già dato mandato all’avv.to Mastroeni di farlo. Se non accetta la prego di dirmelo);
2^.-) Causa per Sequestrare il canone mensile della Bottega detenuto illegittimamente dal Conduttore Mazzeo Rocco e i soldi che vi siete appropriati illegittimamente senza fare la successione ereditaria (mandato già conferito all’avv.to Mastroeni. Se non accetta la prego di dirmelo);
3^.-) Causa art. 700 c.p.c. per avere tutti i documenti dai miei fratelli germani e dallo studio tecnico Denaro per l’incidente subito da mia madre per fare causa all'assicurazione per le tre costole rotte e la morte subita durante il periodo di prognosi. Ho già dato mandato ad altro avvocato il quale sta vagliando la documentazione. Spero che questi accetti l'incarico;
4^.-) Causa per accertare che il capannone industriale dietro Poste acquistato dalla ditta Sigari e Contino è un bene acquistato dalla società di fatto. Chiederò al Giudice di dividere la mia parte e poi chiederò il risarcimento dei danni che mi avete prodotto occorrendo vendendolo tutto per intero;
5^.-) Causa per chiedere il Risarcimento danni per la rottamazione dell’auto ereditata bene in comune non diviso con la successione ereditaria ed anche di mia proprietà;
6^.-) Causa per fare la Successione Ereditaria e chiedere al Giudice che prima debbono essere pagati dagli eredi i debiti che avevano i genitori nei confronti della Banca e nei miei confronti, nei confronti di Crisafulli Alfio per non avermi dato quello che mi spettava a seguito dello scioglimento della società di fatto;
7^.-) Causa per chiedere al Giudice, avendo due sentenze che dicono che i conti correnti della società di fatto erano cointestati, di nominare un Liquidatore per stabilire quanto Crisafulli Emanuele Giovanni deve restituire agli altri soci. Quello che debbono ricevere i miei genitori vanno in successione.
8^.-) Causa per chiedere al Giudice di nominare un altro Liquidatore per liquidarmi la mia parte degli Utili aziendali dal 1973 al 1999 mai suddivisi fra i soci. Posseggo tutte le dichiarazioni annuali degli utili di Crisafulli Agatino e di Crisafulli Emanuele Giovanni;
9^.-) Causa per Chiedere al Giudice di nominare un liquidatore per liquidarmi lire 612.000.000 (seicentododici milioni) conferiti o dati e versati nei conto correnti alla società di fatto ed anche per l'acquisto degli immobili di proprietà della società;
10.-) Causa per chiedere al Giudice di nominare un liquidatore per pagare pro quota il debito che ha la società di fatto nei confronti della Banca Credito Siciliano e fare depositare in giudizio a Crisafulli Emanuele Giovanni l’accordo completo con le cifre in esso indicato stipulato con la stessa Banca quando si è ritirato dal continuare il giudizio perché la Banca Popolare Santa Venera ha applicato interessi di usura sulla scopertura bancaria per oltre il 40 percento annuali e detti interessi pagati da Emanuele Giovanni alla Banca devono essere, a me, restituiti in quanto io non intendo pagare nel mio conto corrente interessi USURARI;
11^.-) Causa per chiedere al Giudice Civile, dopo avere denunciato le costruzioni abusive attorno al Capannone Industriale dietro Poste, alla Procura della Repubblica e al Comune di Messina, per questo ampliamento dei locali, il risarcimento dei danni subiti;
12^.-) Causa per chiedere al Giudice di fare conoscere e depositare in giudizio quando e quale importo Crisafulli Emanuele Giovanni ha ricavato dalla vendita della mia auto ereditata a sua moglie Cucinotta Caterina, bene comune non diviso, e poi rottamata;
13^.-) Causa per chiedere al Giudice di ordinare agli eredi di riparare il tetto dei locali della Crisafulli Artsedia srl e baracca adiacente e poi per la mancata manutenzione di oltre tre anni dalla mia richiesta chiedere al Giudice la riduzione del Canone di affitto mensile. Inoltre per la manutenzione e scerbamento delle erbe attorno ai locali ereditati, solo da parte mia, chiederò di ricevere la loro quota;
14^.-) Causa per chiedere al Giudice che gli eredi mi debbono pagare l’importo della condanna subita da Crisafulli Agatino e Lo Presti Giovanna che li ha visto soccombenti nella causa di sfratto. Ho interrotto i termini di prescrizione;
15^.-) Causa per chiedere al Giudice di pagare le spese di energia elettrica e le spese telefoniche fruite da Crisafulli Agatino e Lo Presti Giovanna e pagate dalla Crisafulli Artsedia srl. Ho interrotto i termini di prescrizione;
16^.-) Causa per chiedere al Giudice di avere pagato il risarcimento dei danni per essere stato denunciato da Crisafulli Agatino a vari Organi comunali e provinciali ed avere subito tre processi penali;
17^.-) Causa per chiedere al Giudice di riconoscere che io a causa di questi fatti ho subito Mobbing familiare che mi hanno portato al sorgere di diverse malattie;
18^.-) Causa per chiedere, quando Pubblicherete i Testamenti olografi, di avere, come erede legittimario, la mia parte dei beni sempre se sono testamenti veramente olografi, altrimenti sarò costretto fare altre denunce e querele;
19^.-) Causa per l’isolamento familiare, per avere parlato male di me e per avermi fatto vivere in povertà in quanto i miei germani si sono appropriati anche dei beni che avevo diritto ad avere;
20^.-) Causa per avere risarcito i danni a causa di un pignoramento del mio camioncino fatto dall’avv.to Pio Benecchi, su mandato del fu avv.to Mino Licordari;
21^.-) Causa per avere tutti i documenti tutti i certificati medici e tutta la Gestione di mia madre malata di Alzheimer o altra malattia per vedere se debbo fare ancora altre denunce penali e cause civili specie quelle per avere fatto continuare le cause e pignoramento a nome di mia madre quando questa non aveva più la capacità di intendere e volere;
22^.-) Causa per avere risarcito tutti i danni che io per le cause fatte da Crisafulli Agatino e Lo Presti Giovanna ho subito.
23^.-) Causa per la costituzione di parte civile nella prima denuncia e querela che ho presentato e richiesta di risarcimento danni;
24^.-) Causa per la costituzione di parte civile nella seconda denuncia e querela che ho presentato e richiesta di risarcimento danni;
25^.-) Causa per la costituzione di parte civile nella terza denuncia e querela che ho presentato e richiesta di risarcimento danni;
26^.-) Causa per la costituzione di parte civile nella quarta denuncia e querela che ho presentato e richiesta di risarcimento danni ed anche per fare dichiarare i miei germani indegni di ereditare;
27^.-) Causa per avere risarcito i danni per la sicura penalità da pagare per le due ancora non fatte successioni ereditarie;
28^ .-) Causa per avere risarcito i danni per la mancata registrazione del contratto della bottega affittata a Mazzeo Rocco alla Agenzia delle Entrate;
29^.-) Causa perché Crisafulli Emanuele Giovanni ha fatto …. non posso attualmente indicare il motivo lo scoprirete, in ogni caso, molto presto perché questa va fatta sia se si fa, sia se non si fa l'accordo;
30^.-) … eccetera
Perchè pubblico tutto questo sul mio giornale controvento:
Così come ho scritto il 04 dicembre 2011 nel mio stesso giornale “CONTROVENTO” io pubblico tutto perché me lo dice Il Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20) di fare conoscere alla comunità quello che è successo fra di noi eredi e soci. Riporto quello che ho scritto e già pubblicato:
“La correzione fra fratelli. Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te o ti fa del male, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
Io le ho tentato tutte. Per ultimo, in questi giorni, ho dato incarico a due legali di mia fiducia (avv.to Sindona e Ciraolo) per addivenire, dietro la sua richiesta, avanzata attraverso il suo legale di fiducia, ad un bonario componimento della controversia.
Leggendo questo Vangelo è dimostrabile quindi che io, oggi, non ho più un fratello. Io debbo considerare Emanuele Giovanni come se fosse un pagano o un pubblicano. A questo punto ho il dovere cristiano di pubblicare alla comunità atti e documenti e far sapere a TUTTI la verità dei fatti.”
Ecco quindi che:
Prego l’avv.to Stefano Principato e a tutti gli avvocati dello studio Licordari, di NON invogliare i miei fratelli germani , per come NON li avete mai invogliato, a chiudere le controversie.
Così, per la loro testardaggine e ottusità o forse perché non hanno anche loro, presumo, la capacità di intendere e volere, potete guadagnare altri e molti soldi, quando li difenderete, per tutte le cause che farò loro.
A mia sorella Carmen dico che c’è ancora tempo per dichiarare di essere stanca.
Se si fa l’accordo che io ho proposto Voi sorelle non subirete danni perchè, do lo stesso a voi due sorelle, la bottega e un appartamento che oggi dovrebbero essere anche miei per i danni che mi avete prodotto e quindi non sono io il vostro nemico da combattere; ma forse il vostro nemico o il “Virus” che vi ha “infettato” è stato sempre il “dio denaro” “mammona” “satana” oppure il nostro caro “fratello” Emanuele Giovanni che avete sempre difeso e per lui avete dichiarato ai Giudici anche FALSA TESTIMONIANZA E POI COMPIUTO APPROPRIAZIONE INDEBITA contro di me commettendo anche DUE peccati mortali “7-Non rubare; 8- Non dare falsa testimonianza”. Inoltre, pur sapendo la verità dei fatti, voi due sorelle avete omesso di intervenire in giudizio, per come potevate fare, alla morte di Crisafulli Agatino tanto è vero che la sentenza 2314 del 19.11.2014 vi ha dichiarato contumaci.
Oggi aspetto da voi tre (Emanuele Giovanni, Carmen, e Ida Maria) di intervenire nel giudizio esistente in Appello presso il Tribunale di Messina a seguito della morte della nostra cara madre e proseguire voi tre contro di me lo stesso Giudizio per avere pagato il canone mensile, sempre se vi spetta dopo che si fa la dichiarazione di successione, che io debbo ed ho voglia di pagare, non voglio, lo ripeto, da voi nulla a gratis, compensando fra quello che voi mi dovete dare con quello che io vi debbo dare.
Ultima Notizia:
Prossimamente pubblicherò nel mio giornale “Controvento” il mio testamento olografo e questo lo farò in tre ORIGINALI e li depositerò in tre studi notarili di Messina e in provincia di Catania così saprete quello che vi spetta se non vorrete fare l'accordo che vi ho proposto.
Vi assicuro che alla mia morte, spero di iniziare tutte le cause, donerò una parte dei beni e soldi che mi dovete dare, oltre che a mia moglie e ai miei figli, anche a quattro, cinque, o sei associazioni e quindi saranno loro, come eredi a continuare le cause nei vostri confronti e nei confronti dei vostri figli se anche voi nel frattempo morirete pignorando a voi o a loro beni quali case, terreni, stipendi, … eccetera.
Questo atto vale nei vostri confronti ancora come altra messa in mora e Atto interruttivo dei termini di prescrizione alla società di fatto al socio Emanuele Giovanni e a voi Sorelle come eredi dei soci. Tutti gli atti notificati contenenti richieste a voi tutti in precedenza e quelli notificati ai vostri genitori debbono intendersi qui nuovamente riportati e trascritti ai fini di interrompere i termini di prescrizione.
Messina 19 giugno 2016
Firmato Alfio Crisafulli in proprio e nelle qualità sopra elencate e poi socio di fatto ed anche erede
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FAMIGLIA CRISAFULLI

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CAPANNONE INDUSTRIALE

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I miei fratelli germani, assistiti dall'avv.to Stefano Principato, non vogliono cedere il “malloppo”. Addirittura l'avv.to Principato scrive che il suo cliente “Crisafulli Emanuele” dissente la sentenza emessa dal Tribunale di Messina n. 2314/2014. Entrambi (avv.to Principato ed Emanuele Crisafulli) contestano poi le mie accuse. Sono stati commessi, fino ad oggi, reato penale di falsa testimonianza, reato penale di falsità ideologia, reato penale di appropriazione indebita, reato penale di avere scritto il Falso in un Atto Notorio, reato penale di avere occultato per cinque anni la pubblicazione del testamento olografo, ed infine con la pubblicazione del testamento olografo, reato penale di FALSO in scrittura privata.
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