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venerdì 21 febbraio 2014

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ALFIO CRISAFULLI PER L’ING. GIUSEPPE TRAPANI DIRIGENTE F.S. ERA “IL GIUSTIZIERE”
Questo appellativo ricevuto era molto simpatico. L'ing. Giuseppe Trapani però non si è inventato nulla. Lui sapeva che io, lo avevo battuto più volte e poi sapeva che io andando per l'Italia chiamato dai Ferrovieri che ne avessero bisogno li difendevo facendo da Giustiziere contro gli abusi commessi dai Dirigenti dell'Ente Ferrovie dello Stato.

ALFIO CRISAFULLI PER L’ING. GIUSEPPE TRAPANI DIRIGENTE F.S. ERA “IL GIUSTIZIERE”

Alcuni colleghi di lavoro “ferrovieri” mi hanno riferito che l’ing. Giuseppe Trapani diceva di me che io ero il “Giustiziere”.
Questo dopo che io, di fatto e con sentenze, ho annullato una sua delibera data con un “Foglio Disposizioni” per tutti i Capi treno nel caso in cui trovassero, lungo la marcia del treno, i passaggi a livello guasti e incustoditi.
L’ing. Giuseppe Trapani Dirigente dell’Ente Ferrovie dello Stato nella sua qualità di Capo Unità Depositi e mezzi di Trazione per l’intera Sicilia aveva dato Ordine con Foglio Disposizione a tutto il Personale che nel caso in cui IL Capo Treno Dirigente Convogli avesse trovato, durante la marcia del treno, i Passaggi a Livello guasti ed incustoditi: il macchinista doveva fermare il treno prima di impegnare lo stesso Passaggio a Livello; il Capo Treno o Dirigente Convogli doveva “saltare” dal Treno (dato il dislivello di un metro circa fra la vettura e la massicciata) poi se non si fosse slegato una caviglia oppure se non si fosse fatto male alle ginocchia portarsi sull’incrocio della strada e lo stesso Capo Treno, da solo, con la sua bandiera rossa, se di giorno, oppure con una lanternina posta a luce accesa sul rosso, se di notte, senza avere il vestiario adatto “catarifrangente” e senza avere alcuna Autorità prevista dalla legge (codice stradale), doveva fermare gli automobilisti, camions, motociclisti, ciclisti, pedoni, fidarsi di costoro che non attraversassero l’incrocio della strada con la linea ferrata, dare ordine al Macchinista (alzando la bandiera verde di giorno) oppure se di notte portare la luce della sua lanternina sul verde (distogliendo il rosso dagli automobilisti) e così dare il via libera per attraversare l’incrocio. Poi allo stesso macchinista, dopo avere liberato l’incrocio con le vetture oppure dai carri merci, dare ordine alzando la bandiera rossa o la lanterna rossa per fermarsi a circa 200 o 300 metri (dipendeva dalla lunghezza del treno) per liberare il passaggio a livello (ogni vettura era lunga circa 20-25 metri). Così ancora dare il verde a tutti gli automobilisti affinchè potessero attraversare il passaggio a livello. Il Capo Treno ovvero Il Dirigente Convogli doveva camminare lungo la massicciata o sulla linea ferrata per portarsi in testa al treno (quello era il posto del Capo Treno) farsi buttare una liana oppure una corda ben robusta dai viaggiatori o una scala, al fine di potersi arrampicare come “Tarzan” per salire sulla vettura e poi assicurarsi che tutte le porte delle vetture del treno erano chiuse e poi ancora dare il pronti e l’ordine di partire al Macchinista.
Il tempo che si sarebbe perso con me a Capo del Treno o Dirigente del Treno 20-30 minuti.
Questo per me era un ordine o una disposizione da eseguire solo dai Capi treno “MATTI”, “PAZZI”, privi di “SENNO” e che non sapevano le NORME di legge.
Io, Alfio Crisafulli, ritenendo e valutando detto ordine illegittimo contrario a più leggi, a “prevenzione infortuni” sul lavoro e poi onde poter assicurare “la sicurezza nell’esercizio Ferroviario” onde evitare qualche disastro od omicidio colposo, ho semplicemente fatto “il mio dovere di Sindacalista ed ho rivisto i conti altrui per essere giudice rigoroso”. Ho preso l’iniziativa di divulgare con volantini un mio Contro Ordine a tutti i Capi treno della Sicilia ed era quello che trovandosi in detta situazione di non partire dall’ultima stazione. Comunicare, con il modulo di servizio M.40 al Capo Stazione che non avrebbe dato il pronti a partire al treno fino a quando non ci fossero stati i carabinieri o la polizia sul passaggio a livello (INCROCIO) a fermare il traffico stradale per passare il Treno ai fini di assicurare la sicurezza dell’esercizio ferroviario.
Solo dopo avere avuto assicurazione, per iscritto, che nel passaggio a livello c’erano i Carabinieri o la Polfer che disciplinavano il traffico stradale e questi assicuravano la sicurezza dell’esercizio ferroviario, solo allora, ripeto solo allora, il Capo Treno poteva dare il pronti e il suo nulla osta, al Capo Stazione di poter partire.
Guarda caso da li a pochi giorni un associato al SAPEV/CONFSAL il Capo treno Domino Benedetto del Deposito Personale Viaggiante di Sant'Agata di Militello (ME) dietro le mie istruzioni “avendo le palle quadrate” non diede il pronti a partire al capo stazione. Quest’ultimo è stato costretto chiamare i carabinieri e così il treno partì.
Risultato: il treno fece, non ricordo bene, in quella stazione forse 50 minuti o una ora di ritardo.
L’ing. Giuseppe Trapani, forse si sentì umiliato od offeso di questo “sgarro”. Non se la prese con me: io ero stato l’artefice di tutto, ma instaurò un procedimento disciplinare nei confronti del Capo treno Domino Benedetto negandogli nella difesa anche il diritto ad avere l’assistenza sindacale del SAPEV/CONFSAL (mia personale) e così gli inflisse quattro o cinque giorni di sospensione dal servizio e privazione della retribuzione (non ricordo con esattezza quanti giorni), e poi ancora violando l’art. 7 della legge 300/1970 lo mandò subito ed immediatamente a casa a scontare la pena senza accettare di fare un tentativo di conciliazione e/o l’Arbitrato presso l’ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione di Messina perché era terrorizzato dal sottoscritto: forse pensava che lo avrei preso a pernacchie. Tutto ciò: La prepotenza, l’abuso, le violazioni di leggi, erano all’ordine del giorno e per ogni atto questi Dirigenti FS ne commettevano a Josa.
Il capo treno Domino Benedetto così è stato costretto ricorrere alle Autorità Giudiziarie per annullare la sanzione e nelle aule dei Tribunali ci fu lo scontro.
Le Ferrovie dello Stato chiamarono a farsi difendere nientepopodimeno che l’avv.to prof.re Carlo Mazzù (Foro di Messina) professore di diritto privato all’Università di Messina.
Il capo treno Domino Benedetto incaricò a difenderlo il “Sindacalista” Alfio Crisafulli ed io nella qualità di Segretario Nazionale Affari Legali del Sindacato SAPEV/CONFSAL indicando, per iscritto, tutte le norme che erano state violate (anche il codice stradale perché non dava questo codice e non riconosceva al Capo Treno o Dirigente Convogli l’autorità di dirigere anche il traffico stradale ad un incrocio), diedi incarico ad una giovane Signora avv.to Maria Rita Cicero (foro di Messina).
Il fatto è che le Ferrovie dello Stato persero il primo grado di Giudizio con il Pretore di Sant’agata Militello e il secondo grado di giudizio in Appello con i tre Giudici del Tribunale di Patti e così le Ferrovie dello Stato furono condannati a pagare anche le spese legali del doppio Giudizio.
Io, attraverso il Capo Treno Domino Benedetto, ho vinto la battaglia. Con i fatti ho annullato una delibera del Capo Unità Depositi e Mezzi di Trazione del Compartimento Ente F.S. di Palermo. Il Dirigente dell'Ente FS, secondo il mio parere è stato umiliato. Per questo motivo non mi ha fatto mai partecipare agli accertamenti professionali di Capo Personale Viaggiante (lui nella qualità di dirigente era il Capo dei Capi Personale Viaggiante di tutta la Sicilia che eramo inquadrati nell'area Quadri). Certo che non poteva mai esaminare uno come me che ne sapeva pèiù di lui e lo avevo sempre corretto nel suo lavoro (vedi seimana lavorativa). Non so e non seppi più nulla se le FS hanno poi risarcito i danni che hanno prodotto al capo treno Domino Benedetto.
Spero, se le trovo fra i 100.000 (centomila) documenti del Sindacato SAPEV/CNFSAL, di pubblicare le sentenze di primo e secondo grado.
Gli altri Sindacati o gli altri Sindacalisti dove erano ? Domando: Non esistevano ? Forse non capivano nulla ?; Erano impreparati professionalmente a svolgere il loro compito ? Erano conniventi e acquiescenti”; Facevano sindacato “giallo” ?. Per me le risposte a tutte queste domande era SI ! SI ! SI ! SI ! e poi ancora SI ! Vedete voi se non è cosi. Datemi voi stessi una riposta scrivetemi alla: redazione@crisafullialfio.it del mio giornale “Controvento”ed io ve la pubblicherò in questo mio stesso giornale.
Io, da tutta questa storia, ho ricevuto due attestati:
Il primo fu quello dell’avv.to prof.re Carlo Mazzù (Foro e università di Messina) il quale una domenica mi vide entrare nella sala ove si svolgeva la campagna elettorale per eleggere il Sindaco di Messina Salvatore Leonardi e l’avv.to prof.re Carlo Mazzù disse a voce alta e in presenza di testimoni: “ Turi, Turi. Guarda chi c’è “IL GRANDE SINDACALISTA ALFIO CRISAFULLI” !
Il secondo fu proprio l’attestato che mi diede l’ing. Giuseppe Trapani, Dirigente delle Ferrovie dello Stato Capo Unità Depositi e Mezzi di trazione di Tutta la Sicilia il quale disse ai colleghi Ferrovieri che Alfio Crisafulli era “IL GIUSTIZIERE”.
Oggi ringrazio entrambi per questi attestati di stima e simpatia dimostrata e avuta nei miei confronti, ma io ritengo di non avere fatto nulla di eccezionale.
Io ho semplicemente fatto il “MIO DOVERE DI SINDACALISTA” che era quello di rivedere i conti altri per essere giudice rigoroso, osservare e fare osservare, a difesa e a protezione dei lavoratori nello svolgimento delle loro mansioni durante la loro prestazione lavorativa e per la sicurezza dell’esercizio ferroviario nell’ente Ferrovie dello Stato, le leggi emanate dallo stesso Stato e dal parlamento Italiano.
L’Ente, ovvero i Dirigenti dell’Ente Ferrovie, ovvero i Sindacalisti di FILT/CGIL, FIT/CISL, UILTRASPORTI/UIL FISAFS/CISAL, SINDIFER/CIDA, anche per questi fatti, mi hanno licenziato. Non volevano che io svolgessi questa qualità e bellissima attività !
Viva L’Italia dei “Sindacati Unitari” ovvero della “Triplice Santa Alleanza” che nelle Ferrovie dello Stato ai miei tempi NON facevano Sindacato !


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