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lunedì 6 gennaio 2014

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PER L’ING. PRICOCO SILVIO “ALFIO CRISAFULLI AVEVA UNA MENTE ECCEZIONALE E LA STESSA FUNZIONAVA COME UN REGISTRATORE”
Anche se in ritardo, ringrazio pubblicamente il Dirigente dell’Ente Ferrovie Stato ing. Pricoco Silvio per il complimento che mi ha fatto. Credo che questo complimento rimarrà nella storia, così come lo sono stati gli altri per dimostrare chi ero o chi era stato Alfio Crisafulli “IL SINDACALISTA” e Capo Treno nelle Ferrovie dello Stato.

PER L’ING. PRICOCO SILVIO “ALFIO CRISAFULLI AVEVA UNA MENTE ECCEZIONALE E LA STESSA FUNZIONAVA COME UN REGISTRATORE”

Questo mi fu detto personalmente, nel suo ufficio, da lui stesso prima dell’inizio dell’assistenza Sindacale data al Conduttore “Salvini Pasquale” reo secondo lui di dovere essere punito per essersi rifiutato nell’anno domini 1985/1986 di svolgere servizio in mansioni inferiori nella qualifica di Frenatore posto in una garitta di centimetri 70*70 a maneggiare il freno a mano di un vagone o carro di coda di un treno merci durante la marcia. Il Salvini stesso chiese il mio aiuto perché non voleva per la seconda o terza volta essere sottoutilizzato, così come lo erano gli altri lavoratori “Conduttore”. Io lo consigliai di motivare il suo rifiuto e compilare il modulo M 40 sottoscrivendolo. Lui, ebbe fiducia in me e così gli feci scrivere. “Il sottoscritto Salvini Pasquale si rifiuta di fare il servizio di Frenatore che mi è stato comandato perché lo stesso servizio viola il DPR 547/1955 (Prevenzione Infortuni sui luoghi di lavoro); viola il DPR 303/1956 (Igiene sul Lavoro- mi pare che gli offrivano i guanti usati da altri colleghi); viola l’art. 2103 codice civile (perché le norme non prevedevano che il Conduttore fosse utilizzato in mansioni inferiori ).
Il Pricoco temeva che io nella borsa, avessi un registratore che era capace di registrare oltre 4 (quattro) ore di discussioni per come avevo divulgato in una pubblicazione e dato “INFORMAZIONI” agli associati. (Vedi e leggi in questo sito sotto la rubrica DIRIGENTI F.S.)
Feci scivolare sul tavolo la borsa (lui era a distanza da me di 3 o 4 metri e ci divideva proprio la lunghezza di due metri circa di un tavolo adibito a scrivania) per dimostrargli che non avevo alcun registratore. Così lui, immediatamente, prese in mano la cornetta del telefono e in presenza del Salvini mi minacciò che avrebbe chiamato la POLFER. Alla mia risposta: “Chiama, Chiama la polizia, così, per quello che avete combinato, nei confronti del Conduttore Salvini Pasquale vi porterò tutti in Tribunale e vi farò mandare tutti in galera” apparentemente si calmò.
(Se vuoi sapere con precisione l'inchiesta sul Conduttore Salvini digita nel motore di ricerca che si trova in alto a sinistra di questo mio sito "Il caso Salvini" oppure solo "Salvini" e vedrai che potrai leggere una bella storia Giuridico-Sindacale e la lezione che, in quella occasione, detti a tutti i Dirigenti dell'Ente FS ed ai Sindacati ed ai Sindacalisti).
Per queste mie parole, forse ebbe paura, posò la cornetta e iniziò l’interrogatorio del Salvini. Il seguito (da film comico, drammatico: la rincorsa per prendere il verbale nella sua stanza per avere una copia, promessa e spettante per legge e poi negata, l’ingegnere che sapeva dove lo aveva posto dopo averlo preso scappò o fuggì dal suo Ufficio ed io, in presenza di tre o quattro colleghi, che rincorrevo il Pricoco per il corridoio lungo circa 20 metri e questo teneva con la mano alzata il verbale ed io durante la corsa gli gridavo dammi una copia del verbale e poi forse lui, più veloce della luce, scese di corsa le scale saltando forse 3 o 4 gradini per volta tanto è vero che io non lo raggiunsi più.
Non ricordo più nulla. Non ricordo: se ero nervoso, e contemporaneamente adirato, mortificato, raggirato, incazzato, psicologicamente deluso dal comportamento del Pricoco, affannato, collassato, con la pressione a 250 la minima e a 300 la massima, con i battiti del cuore galoppanti forse a 150 battiti al minuto. Insomma io mi sentii male.
Mi feci accompagnare dai colleghi al Policlinico Universitario di Messina e qui al Pronto Soccorso mi ricordo fui posto in una lettiga e mi fecero una puntura di circa 250 centimetri cubici come si fanno ai cavalli imbizzarriti. Non ricordo più quanto stessi steso sulla lettiga. Una ora, due ore, tre ore. Forse non ricordo perché mi avranno sedato e fatto dormire. Non ricordo più quando i colleghi mi hanno accompagnato in stazione per prendere l’auto e tornare a casa.
Ricordo invece perfettamente, l’inchiesta effettuata dal Comandante della Polizia Ferroviaria della Stazione di Messina, e poi l’inchiesta della Direzione Generale, e poi come finì. Per l’infortunio sul lavoro subito, vi dirò e dimostrerò quanto mi è stato liquidato dalle FS (come istituto assicuratore) …in una prossima altra puntata. Anche questa volta, come potete vedere ho tutto registrato nella mente (e la registrazione risulta li depositata da ben 28-29 anni, basta accendere la “spina della mia memoria”, per sapere le posizioni nella stanza dei mobili e del tavolo delle finestre, e poi chi era presente e raccontare tutta la verità di quello che poi è successo ed ho anche registrato mentalmente l’inchiesta svolta dal Comandante della Polizia Ferroviaria della Stazione di Messina le sue domande e le mie risposte e poi come andò a finire con l’inchiesta svolta dalla Direzione Generale dell' Ente F.S. Roma.

Riprendendo la discussione iniziale L’ing. Pricoco Silvio mi disse in quei momenti nel suo ufficio e prima del fattaccio che se fosse stato vero che io, non avevo il registratore, (all’epoca, come credo anche oggi, non esistevano e non esistono registratori che potessero registrare ben 4 ore di discussione avuta con lui, con il dott. Vaccaro, il CPV Sanfilippo Rosario, dott. Di Blasi, davanti ai testimoni Signori: Zanghi, De Domenico, macch. Franchina, Caruso, Palleschi, Bonsignore) io avevo una mente eccezionale perché sostenne: io ho fatto l’università in ingegneria e in questa università non ho mai visto e sentito un collega di studio, uno studente, che come lei, potesse registrare nella sua testa e riprodurre alla lettera quattro ore di discussione. Questo è impossibile ! Il Pricoco non poteva accettare che io avessi anche questa capacità intellettiva. Non lo poteva accettare perché lui da grande Capo, Dirigente FS, Ingegnere, non poteva mai ammettere di sentirsi, nei miei confronti che io ero un semplice capo treno, inferiore in tutti i campi lavorativi ed anche per la mia mente o memoria che registravo nella mia testa tutto.
Mi fece un bel complimento, forse, fra i migliori di quelli che io abbia ricevuto.
In realtà è vero: lo Giuro. Non avevo alcun registratore nella borsa. La prova viene data dal fatto che, ad un certo punto della discussione, di una delle due vertenze, discussa davanti a tutti i presenti, cercavo nella stessa borsa, pieni di libri che io ho posto sul tavolo, la legge 191 del 1974.
Anche l’ing. Pricoco Silvio, seduto di fronte a me, lo sapeva che la borsa era piena solo di libri tanto è vero che ad un cero punto quando io, nella borsa uscendo i libri e li posai sul tavolo, cercando la legge 191 mi disse: “Sig. Crisafulli tenga questo libro. Io risposi: No grazie ingegnere. Questo libro noi l’abbiamo. L’ingegnere Pricoco Silvio Dirigente FS continuò: appunto per questo io gliel’ho offerto, perché ho visto che Ella ce l’ha”. Vedi e leggi il volumetto INFORMAZIONI alle pag. 25 – 29 e 30 che io ho pubblicato e qui sotto allegate.
L’ing. Pricoco Silvio lo sapeva benissimo che io non avevo nella borsa il registratore perché se lo avesse visto non avrebbe fatto “lo stupido” e non avrebbe detto tutte quelle “minchiate” e “stupidaggini” quali: Mi ha detto di stare zitto ed io invece ho parlato. Mi ha detto che non mi dava il permesso di parlare ed io gli ho detto che non chiedevo permesso; mi ha canzonato sostenendo Crisafulli: “ha” voce del verbo avere si doveva scrivere solo “a” con l’accento sulla “à” senza “h”, ed io non l’ho preso a schiaffi per questo sfottò che avevo ricevuto in presenza di persone che per me era una offesa, una violenza privata e ledeva la mia dignità. L’ho rimproverato perché aveva aggiunto a verbale in un modo “scorretto” “quale egli era” delle parole su frasi verbalizzate in precedenza per “fare travisare il contenuto del terzo rigo scritturato da me precedentemente come S.A.Pe.V.”. L’ho dovuto persino “richiamare” (leggi a pag. 30). Lui rispose: “io non le permetto”. Gli risposi: Io mi permetto perché sono Dirigente Sindacale !
Poverino. L’ing. Pricoco Silvio non sapeva la materia o il Diritto sindacale e che io come Sindacalista avevo il dovere e il diritto di controllare il suo operato e quello che lui faceva e diceva !
Ha voluto pregare il dott. Di Blasi dell’U.P.L.M.O. di Messina di non inserire a verbale la presenza del dott. Vaccaro dimenticandosi che io, Alfio Crisafulli “IL SINDACALISTA” ero li assieme a lui e ad altre dieci persone che potevamo testimoniare la sua presenza. Il Pricoco, senza essere stato autorizzato, aveva forse distolto dal servizio il dott. Vaccaro ? Il Vaccaro risultava presente al suo posto di lavoro mentre invece era assente ingiustificato ?
Il Pricoco, ha continuato ancora a mortificarmi perché ha invitato il Bonsignore Giovanni dopo a sostituirmi e a stilare lui il verbale al mio posto ed io gli risposi garbatamente di no e che non accettavo la sostituzione e ancora lo avrei fatto io perché i lavoratori avevano dato a me il mandato.
Abbiamo litigato davanti a tutti e poi l’ho ripreso per la scorrettezza che aveva fatto.
Io ho continuato di stilare il verbale, dopo il suo comportamento scorretto, solo perché sono stato pregato dai colleghi di continuare ed anche perché il sig. Bonsignore Giovanni mi disse: “Dai Alfio non vedi che l’ingegnere riconosce che ha sbagliato ?
Poichè l'ingegnere Pricoco Silvio Dirigente FS ha taciuto e non ha detto davanti a dieci persone presenti: NO. Io non ho sbagliato, lo stesso, ha di fatto, riconosciuto ed ha ammesso di avere "sbagliato" e in tutta questa faccenda di avere torto e quindi io continuai.
Io mi ricordavo benissimo quello che si era detto perché io mi ero preparato “la lezione” quello che dovevo dire e le domande che dovevo fare al sig. Sanfilippo facente funzione di Titolare del DPV Messina perché io avevo convocato proprio il Sanfilippo e non invece il Pricoco. Poi, da buon cronista (ho scritto forse un centinaio di articoli giornalistici sui Periodici Risveglio del Sud e Affari) ho preso appunti mentalmente e per iscritto su tutto quello che è stato detto da ogni persona presente.
Non voglio aggiungere altro. Se vuoi leggere tutto quello che è successo leggi nella rubrica “Dirigenti FS” le pagine del volumetto A4 delle INFORMAZIONI e vedrai che divertimento”.
Comunque nonostante tutto, anche se in ritardo, ringrazio pubblicamente il Dirigente dell’Ente Ferrovie Stato ing. Pricoco Silvio per il complimento che mi ha fatto. Credo che questo complimento rimarrà nella storia, così come lo sono stati gli altri per dimostrare chi ero o chi era stato Alfio Crisafulli “IL SINDACALISTA” e Capo Treno nelle Ferrovie dello Stato.


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