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domenica 5 gennaio 2014

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PER L’ING. PRICOCO SILVIO “ALFIO CRISAFULLI AVEVA UNA MENTE ECCEZIONALE E LA STESSA FUNZIONAVA COME UN REGISTRATORE”
Questo articolo mi serve per dimostrare che io potevo benissimo superare gli esami di “ISPETTORE” e di “CAPO PERSONALE VIAGGIANTE” nell’Ente FS, ma, invece, per avere fatto e svolto la qualità di “Sindacalista” sono stato escluso.

Questo articolo mi serve per dimostrare che io potevo benissimo superare gli esami di “ISPETTORE” e di “CAPO PERSONALE VIAGGIANTE” nell’Ente FS, ma, invece, per avere fatto e svolto la qualità di “Sindacalista” sono stato escluso.
Le materie di esami trattate con quanto scritto e vedi allegati in queste due sole vertenze sono state:
Organizzazione del Personale Viaggiante; Gestione del Personale con il Congedo e richiesta modulo P. 49; Infortuni sul lavoro: statistiche; Spiegazione di cosa erano i mezzi di protezione; Schede per il personale sul vestiario uniforme e mezzi di protezione individuali; mancata osservanza della Legge 191 del 1974 e omissioni in atti di ufficio; Violazione delle norme sulla sicurezza dell’esercizio ferroviario, mancata proiezioni da parte dell’ente FS di tutta una serie di film al personale ferroviario che gli desse informazioni su come svolgere il proprio lavoro; vestiario uniforme; Utilizzazione del Personale in mansioni inferiori in violazione della legge e del codice civile; mancata esposizione delle norme antinfortunistiche e mancata scolarizzazione e istruzione del Personale su come svolgere il lavoro (per come vedremo in seguito la colpa e pena per la morte del manovratore Lombardo a Rometta e di altri Ferrovieri schiacciati dai treni durante le fasi di lavorazione (manovra del treno) non era del capo stazione suo superiore diretto, ma era dei dirigenti FS e dei Sindacati che NON esistevano, perchè non avevano dato le giuste istruzioni al Personale come andava eseguito il lavoro). Come “Sindacalista” solo per queste due vertenze del 28 gennaio 1986 tenute all’U.P.L.M.O. di Messina ho rilevato la mancanza di preparazione professionale dell’Ing. Pricoco Silvio Ispettore-Dirigente Ente Ferrovie Stato, ho rilevato, che era presuntuoso e non voleva che io svolgessi o parlassi il mio compito istituzionale: mi ha offeso, deriso, voleva fare “brogli” nella stesura del verbale e poi non ci ha dato mai la copia firmata di questo verbale. Poi alla fine di questo verbale, incurante di me “Sindacalista” e i presenti che ascoltavano perché io per lui non contavo nulla, ha pregato il dott. Di Blasi a non menzionare che assisteva il dott. Vaccaro, forse era assente dal lavoro, mentre invece doveva essere in servizio.
Violazione dell’art. 21 e 33 dello Stato Giuridico del Personale legge 26 marzo 958 n. 425 relativo al “Giuramento all’atto della assunzione ove si GIURAVA di rispettare le norme della Costituzione e le leggi dello Stato Italiano.
Io ho sviluppato la Statistica degli infortuni nelle Ferrovie Stato: 1 ogni 5 minuti e 1 morto ogni 57 ore sul lavoro leggi a pag. 15 bis degli allegati).
Tutto è qui documentato: per quanto io lo scritto e poi scriverò e anche di 4 ore di riunione tenuta con gli spettatori (ferrovieri) non paganti che si sono goduti lo spettacolo tramutati da me in una pubblicazione (vedi fogli allegati) che allegherò agli atti per la conoscenza … delle Istituzioni dello Stato Italiano.

PER L’ING. PRICOCO SILVIO “ALFIO CRISAFULLI AVEVA UNA MENTE ECCEZIONALE E LA STESSA FUNZIONAVA COME UN REGISTRATORE”

Questo mi fu detto personalmente, nel suo studio, da lui stesso prima dell’inizio dell’assistenza Sindacale data al Conduttore “Salvini Pasquale”.
I fatti per dirmi quella frase, risalivano al 28 gennaio 1986. A mia insaputa, me lo sono visto spuntare quel giorno all’Ufficio Provinciale del Lavoro e della massima Occupazione (U.P.L.M.O.) di Messina per affrontarmi (lui da Dirigente FS ed io da Capo Treno – Dirigente Sindacale) su due vertenze che il Sindacato SAPEV/CONFSAL aveva “osato” convocare il Facente Funzioni Capo Personale Viaggiante di Messina sig. Rosario Sanfilippo di Palermo.
L’incontro iniziò alle ore 10:15 minuti e si concluse alle ore 14 e 25.
Io riportai interamente, o quasi, 4 (quattro) ore di discussione in un volumetto formato di 35 pagine A4 da me dattiloscritto (allora non avevo dimestichezza con il computer: era appena uscito. Cominciai ad usarlo due anni dopo nel 1988) per dare informazioni a tutti gli iscritti ed ai Ferrovieri di Tutta Italia.
L’ing. Pricoco Silvio, dopo avere letto, queste pagine aveva una paura “fottuta” della mia persona. Quando mi vedeva: “Tremava come una foglia” e cambiava strada oppure si chiudeva in qualche ufficio anche perché lui sapeva che aveva fatto una cosa gravissima nei miei confronti (la leggerai alla fine di questa pagina) e poi in un litigio con lui a seguito dell’assistenza al Conduttore Salvini Pasquale, per non avermi dato, dopo promessa, copia del verbale di interrogatorio spettante per legge, mi sentii male e fui costretto andare al pronto soccorso del Policlinico dell’Università di Messina e il Direttore Generale dell’Ente FS, facendo omissioni in atti d’Ufficio, non fece l’inchiesta e non lo punì (racconterò anche questa bella storia).
“Mi disse che se fosse stato vero che io, non avevo il registratore, (all’epoca, come credo anche oggi, non esistevano registratori che potessero registrare ben 4 ore di discussione avuta con lui, con il dott. Vaccaro, il CPV Sanfilippo Rosario, dott. Di Blasi, davanti ai testimoni Signori: Zanghi, De Domenico, macch. Franchina, Caruso, Palleschi, Bonsignore), allora
io secondo l’ing. Pricoco Silvio Dirigente Aziendale F.S. io non potevo avere, da capo treno, una mente eccezionale e la mia mente potesse funzionare e incamerare le parole dette come un registratore. Mi disse: io ho fatto l’università e in questa università non ho mai visto e sentito un tizio, uno studente, come lei, che potesse registrare nella sua testa e riprodurre alla lettera quattro ore di discussione. Poi per come ho esposto e sintetizzato le 4 (quattro) ore di discussione, riproducendo le parole dette dai sette intervenuti, le interruzioni, lo hanno convinto che io, non potevo mai avere, come capo treno, una qualifica inferiore alla sua, una mente co l’abilità che funzionava come un registratore.
Mi fece un bel complimento, forse, fra i migliori di quelli che io ho ricevuto
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In realtà è vero: lo Giuro. Non avevo alcun registratore nella borsa. Lo prova e lo dimostra il fatto che io, ad un certo punto della discussione, di una dette due vertenze, davanti a tutti i presenti, cercavo nella stessa borsa, pieni di libri posta sul tavolo, la legge 191 del 1974.
Anche l’ing. Pricoco Silvio, seduto di fronte a me, lo sapeva che la borsa era solo piena di libri tanto è vero che ad un cero punto quando io stavo cercando la legge 191 mi disse: “Sig. Crisafulli tenga questo libro. Io risposi: No grazie ingegnere. Questo libro noi l’abbiamo. L’ingegnere Pricoco Silvio Dirigente FS continuò: appunto per questo io gliel’ho offerto, perché ho visto che Ella ce l’ha”. Vedi e leggi il volumetto INFORMAZIONI a pag. 25 che io ho pubblicato.
L’ing. Pricoco Silvio lo sapeva benissimo che io non avevo nella borsa il registratore perché se lo avesse visto non avrebbe fatto “lo stupido” e non avrebbe detto tutte quelle “minchiate” “stupidaggini che ha detto” quali: Mi ha detto di stare zitto ed io invece ho parlato. Mi ha detto che non mi dava il permesso di parlare ed io gli ho detto che non chiedevo permesso; mi ha canzonato sostenendo Crisafulli “ha” voce del verbo avere si doveva scrivere solo “a” con l’accento sulla “à” senza “h”, ed io non l’ho preso a schiaffi per questo sfottò ricevuto che per me era una offesa, una violenza privata e ledeva la mia dignità. L’ho rimproverato perché aveva aggiunto a verbale in un modo “scorretto” “quale egli era” delle parole su frasi verbalizzate in precedenza per “fare travisare il contenuto del terzo rigo scritturato da me precedentemente come S.A.Pe.V.”. L’ho dovuto persino “richiamare” (leggi a pag. 30). Lui rispose: “io non le permetto”. Gli risposi: Io mi permetto perché sono Dirigente Sindacale !
Poverino. L’ing. Pricoco Silvio non sapeva la materia o il Diritto sindacale e che io come Sindacalista avevo il dovere e il diritto di controllare il suo operato!
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Ha voluto pregare il dott. Di Blasi dell’U.P.L.M.O. di Messina di non inserisse a verbale la presenza del dott. Vaccaro dimenticandosi che io, Alfio Crisafulli “IL SINDACALISTA” ero li assieme ad altre sette colleghi ed ad altre tre persone che potevamo testimoniare della sua presenza.
Ha invitato il Bonsignore Giovanni nella stessa riunione a sostituirmi e a stilare lui il verbale al mio posto ed io gli risposi garbatamente di no e che lo avrei fatto io perché i lavoratori avevano dato a me il mandato.
Io ho continuato di stilare il verbale solo perché sono stato pregato dai colleghi di continuare ed anche perché il sig. Bonsignore Giovanni mi disse: “Dai Alfio non vedi che l’ingegnere riconosce che ha sbagliato?

Lui stando zitto ha confermato di avere sbagliato. L’ing. Pricoco Silvio, che era ignorante nella materia, mi ha interrogato su cosa si dovevano intendere per i mezzi antinfortunistici ed io, solo per cortesia, come un “professore spiega all’alunno che vuole imparare” gli spiegai per circa 10 minuti che cosa erano. Non sapeva nulla dell’organizzazione e lavoro del Personale Viaggiante.
Non sapeva dell’esistenza delle schede del Personale Viaggiante. Il Facente Funzione Titolare del DPV di Messina Sanfilippo gli disse che non esistevano. Questo era il Dirigente dell’ente F.S. e come lui, ne ho trovati e scoperto moltissimi altri, impreparati che pubblicherò la loro “pochezza professionale”.
In effetti le schede antinfortunistiche del Personale Viaggiante non esistevano si erano dimenticati di farle? No. Invece no. Non esistevano non perché avevano commesso omissioni in atti del proprio ufficio; ma perché il Conduttore, doveva svolgere lavoro solo sui treni viaggiatori a controllare o emettere i biglietti in treno. Non poteva mai essere sottoutilizzato in mansioni di Frenatore perché primo erano mansioni inferiori e poi perché non aveva avuto mai assegnato: Guanti pesanti, Elmetto, giacche a vento, scarponi. Le scarpe il Conduttore e il Capo treno se li portavano loro da casa ! Allo stesso personale veniva fornita la divisa: Giacca, cravatta, pantaloni, camicie a pagamento, cappotto; ma grazie ai Sindacati Unitari le FS non hanno mai fornito le scarpe. Queste te li pretendevano nere e di classe e se li portavi da tennis o colorati (bianche, rosse verde o gialle ne esistevano e ne esistono di tutti i colori) ti punivano. Con questa divisa e senza le dovite scarpe antinfortunistiche, non si poteva mai fare il lavoro che doveva fare un frenatore e camminare lungo linea o massicciata e lungo i binari.
Vero è che il Conduttore aveva l’abilitazione a scambi manovra e freni, ma questa abilitazione gli sarebbe servita al Conduttore solo dopo: quando diventava Capo treno e poi Capo Personale Viaggiante o Controllore Viaggiante perché questi capi avrebbero dovuto sapere che tipo di lavoro dovevano svolgere i frenatori ( loro subordinati) e non invece per essere sotto utilizzati così come lo avrebbe dovuto sapere l’ing. Pricoco Silvio Dirigente FS diretto superiore del Conduttore Salvini Pasquale, del Capo treno Crisafulli Alfio e del Capo personale Viaggiante facente funzioni Titolare del Deposito Personale Viaggiante di Messina sig. Rosario Sanfilippo.
Eppure me lo trovai a fare l’inchiesta sul Conduttore Salvini Pasquale reo, secondo lui e i Dirigenti FS, di essersi rifiutato a svolgere mansioni inferiori di “frenatore”. Gli dettero 31 (trentuno) giorni di sospensione dal servizio e privazione della retribuzione, Io lo difesi strenuamente. Feci fare ricorso al Pretore dall’avv.to A.D. Gullo e il Pretore annullò la sanzione. L’ente FS è stato costretto pagare il mese di assenza dal lavoro del Salvini e poi l’ente FS fu condannato anche alle spese di giudizio (vedi storia già pubblicata nel sito). E la Corte dei Conti per sperpero di danaro pubblico è intervenuta oppure no ?
Io sono riuscito a riportare 4 (quattro) ore di discussione che avevo avuto con lui perché mi ero preparato su tutti gli argomenti.
Che io andavo “sempre preparato” per affrontare problemi nelle Ferrovie dello Stato se ne sono accorti, forse, solo i tre Magistrati della Corte di Appello di Messina
dott. Mario La Rocca presidente;
dott. Salvatore Paleologo consigliere;
dott. Antonino Totaro consigliere estensore (Oggi Presidente del Tribunale di Messina);
<< Nella sentenza 108/2003 a pag. 9 per fatti accaduti nel 1989, 1990, 1991 “hanno scritto che in alcuni casi le vertenze affrontate da Crisafulli Alfio erano di agevole soluzione mentre altre controversie erano assai complesse ed impegnative. Inoltre, dalla lettura delle motivazioni emerge con tutta evidenza il valore dell’apporto professionale del Crisafulli, spesso determinante e comunque sempre significativo di rilievo, al punto da indurre non di rado il presidente del Collegio, estensore del lodo, a dare atto apertamente dell’acutezza della analisi e della persuasività delle argomentazioni da lui proposte il che non poteva essere frutto soltanto di qualificata esperienza; ma di certo presupponeva una adeguata attività preliminare di studio e di preparazione … >>>
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Io vi dico la verità: Andai alla riunione (era la seconda che fcevo) preparato, anzi, preparatissimo sugli argomenti da trattare. Mi ero preparato anche una scaletta delle domande che avrei dovuto porre al sig. Sanfilippo Rosario e poi, per le risposte e le parole espresse dai presenti, ho preso un pò di appunti. Non avevo fatto nulla di eccezionale ! Sono stato dopo semplicemente anche un “cronista” cosa questa che ho fatto alla fine degli anni 97-98 scrivendo nei Periodici “Risveglio del Sud e Affari” qualche centinaio di articoli giornalistici.
NON ho ricevuto querele. Questo dimostra che io avevo detto la verità.
Così per l’ing. Pricoco Silvio “Alfio Crisafulli aveva una mente eccezionale e la mia mente funzionava come un registratore”.
Mentre io ho evidenziato che lui Dirigeva le Ferrovie dello Stato, come altri, e non era professionalmente preparato. Non sapeva nulla ! In quello stesso giorno e nella stessa riunione, dopo che io ho richiamato l’ing. Pricoco Silvio, Dirigente delle Ferrovie dello Stato,
il dottore Di Blasi del Ministero del Lavoro dell’U.P.L.M.O. di Messina dopo 3 (tre) ore circa di “battaglia” e prima che finisse la riunione, ha detto davanti a 10 (dieci) persone me compreso:
“ NON AVETE CAPITO ANCORA CHE CRISAFULLI ALFIO E’ UN BULDOZZER CHE ABBATTE ED ELIMINA TUTTI GLI OSTACOLI CHE SI PRESENTANO ?” e poi ha continuato“ CRISAFULLI NON E’ UNA PERSONA DELICATA CHE USA TONI DIPLOMATICI. TUTTO QUELLO CHE HA DA DIRE VE LO DICE IN FACCIA. NON VI RISPARMIA NULLA”!
*
Il Dirigente FS, Pricoco Silvio, gli altri Dirigenti della Direzione Compartimentale di Palermo e della Direzione Generale di Roma, non hanno fatto nulla ne per il P.49 ne sulla prevenzione Infortuni cosi le Ferrovie dello Stato, una azienda di proprietà dello Stato, non solo ha disatteso la legge emanata dallo Stato la numero 191 del 1974; ma tutti i Dirigenti hanno disatteso e violato la Promessa Solenne (art. 21) e il Giuramento (art. 33) dello Stato Giuridico del Personale legge 26 marzo 1958 n. 425 che hanno fatto nelle Ferrovie dello Stato: < Domando:ma di quale pubblico bene si sono interessati i Dirigenti FS ?
Nel 1988 sono stato costretto presentare, con l’avv.to Gaetano Irrera (allora dott. proc. Gaetano Irrera) ricorso ex art. 700 al Giudice del Lavoro chiedendo di ordinare all’Ente FS di adottare le istruzioni previste dall’art. 31 legge 191/1974 specificando in particolare le precauzioni che il personale deve osservare nello svolgimento di attività proprie dell’esercizio ferroviario e di quelle ad esso strettamente connesso.
L’Ente FS era rappresentato nel Giudizio dall’Avv.tura di Stato -avv.to sig.ra Cuccia-, (da un po’ di anni a questa parte siamo diventati cordialmente amici e forse credo ci sia anche stima da ambo le parti perché penso che lei si sia trovata davanti non un sindacalista; ma “Il Sindacalista”) la quale ha difeso strenuamente l’ente F.S., questo era il suo compito, sostenendo che “mancava sicuramente il pericolo in mora” come se lavorare senza sapere le norme sulla sicurezza del lavoro non ci fosse il “pericolo in mora”. Per me il dipendente era sempre e costantemente in pericolo !
Li l’avv.to Cuccia mi ricordava che io non potevo mai sostituire i sindacati Storici e le lotte che avevano fatto CGIL CISL UIL negli anni pregressi.
Il Pretore dott. V. Romano non ha accolto la mia richiesta, l’ha respinta, perché ha scritto che non poteva sostituirsi all’organo amministrativo; non poteva valicare i propri confini ed invadere la sfera decisionali spettanti ad altri poteri. Se il Giudice o Pretore Romano non ha sbagliato appare evidente che “forse” avrà sbagliato il mio avvocato “Gaetano Irrera” a presentare a lui il Ricorso e non ad altro Giudice.

A questo punto io avevo raggiunto lo scopo anche se il Pretore V. Romano non ha deciso. Questo perché nel caso in cui ve ne fosse stato bisogno e andare in aiuto al Personale Viaggiante che si infortunava e veniva punito dagli stessi Dirigenti dell’ente così come succedeva o non gli veniva pagato l’infortunio io potevo dimostrare che le deficienze erano dei Dirigenti dell’ente F.S. e che io mi ero “battuto strenuamente” per rendere responsabili i lavoratori e ciò non era stato fatto. Queste mancate applicazioni di leggi e regolamenti, trattative e sentenza del Pretore V. Romano mi sarebbero tornate utili e metterli in campo quando l’ing. Mario La Rocca Dirigente Generale ovvero Direttore Compartimento di Palermo voleva licenziare il sig. Papalia Capo Stazione di Rometta che era stato accusato dalle FS e condannato dal Tribunale Penale di Messina per omicidio colposo del manovratore il fu sig. Lombardo. Ho fatto chiedere al lavoratore di ricevere copia dei documenti dell’inchiesta e del processo penale per potersi difendere e di chiamare a testimoniare i due macchinisti del treno. Il Direttore Compartimentale sapendo che c’ero io dietro perché il lavoratore aveva chiesto l’assistenza del sindacato SAPEV/CONFSAL così come previsto per legge, non ha voluto dare i documenti perché sapeva anche che io avrei scoperto, forse, anche “brogli”. Per farla breve il Direttore Compartimentale La Rocca, ha ridotto la sanzione a 10 giorni di sospensione dal servizio e privazione della retribuzione, senza che il lavoratore potesse giustificare o produrre difese. Poi alla richiesta del lavoratore di fare l’arbitrato nominandomi suo “Arbitro” il Direttore ing. Mario La Rocca non lo ha più punito e non ha presentato nemmeno il Ricorso al giudice del lavoro così come aveva precedentemente annunciato.
Le Ferrovie dello Stato per le mie iniziative di allora mi “ridevano” in faccia. Io ero considerato il don Chisciotte e così non hanno fatto nulla per evitare il pericolo per la mancata informazione da dare ai lavoratori ed evitare e ridurre gli infortuni sul lavoro. Da una statistica divulgata dall’Azienda Autonoma delle Ferrovie dello Stato resa pubblica in un libro io avevo calcolato che c’erano in Italia un infortunio ogni 5 (cinque) minuti di lavoro e un morto ogni 57 (cinquantasette) ore di lavoro effettivo (leggi a pag. 15 bis delle informazioni qui sotto allegate) ! Io mi battevo proprio per eliminare o quantomeno ridurre questo Olocausto perché danneggiava, i lavoratori tutti, quelli che si infortunavano e quelli sani e poi anche la stessa azienda. Questo fatto non è stato capito e in un modo ottuso mi sono andati tutti contro. E gli altri Sindacati ? “dormivano” anzi no. Come spiegherò e dimostrerò in seguito NON FIATAVANO PERCHE’ NON ESISTEVANO si erano, loro stessi, ANNULLATI e quindi non potevano difendere i lavoratori ! Io sulla piazza delle Ferrovie dello Stato e in Italia ero l’UNICO SINDACLISTA (poi spiegherò il perché).
Oggi posso vantare di dire che hanno copiato la “Santissima Trinità”. Vero è che l’uomo è stato creato ad Immagine e Somiglianza di Dio, ma loro avevano superato in terra lo stesso Dio. Non sto bestemmiando. Per il momento non voglio anticipare nulla. Leggerete la mia tesi confortata dalle leggi dello Stato Italiano ed anche matematicamente (scienza esatta) quando presenterò ricorso di Mobbing. A dire il vero mi mancava un tassello per completare l’opera. Poiché nostro Signore Gesù Cristo è grande mi ha fatto scoprire, proprio in questi giorni i nomi e i cognomi di coloro i quali sono stati costretti a licenziarmi inventandosi “falsamente” che io ero stato “assente arbitrario dal lavoro”.
Queste sono altre belle storie che divulgherò.
Nel 1986 io, Alfio Crisafulli, sono stato escluso dagli accertamenti professionali a “Ispettore” e poi per 4 o 5 volte a “Capo Personale Viaggiante” ( queste sono altre bellissime storie da raccontare).
L’Ispettore ingegnere Pricoco Silvio matr. 848667 invece, come nei bei film, lo stesso anno e precisamente con deliberazione n. 687 del 17 dicembre1986 del Consiglio di Amministrazione è stato promosso a Primo Dirigente con funzione Capo Divisione C.le 6.2. Questa promozione è stata divulgata a tutti i Ferrovieri con foglio disposizioni n. 30 del 12.02.1987 n. 30 (vedi allegato sotto alla fine di queste note).
L’ig. Pricoco Silvio da quel momento in poi percepirà una barca di soldi (pubblicherò gli stipendi che ha percepito successivamente e a parte).
Il primo Dirigente Ing. Pricoco Silvio, a dire del Direttore Compartimentale di Palermo, si è vendicato di me perché allo stesso Direttore non gli ha consegnato le mie giustificazioni o memorie difensive che gli ho notificato con l’Ufficiale Giudiziario della Corte di Appello di Messina .
Il Direttore compartimentale si era “inventato” la mia assenza arbitraria e mancandogli le mie memorie difensive aveva ritenuto giusto e legittimo licenziarmi e farmi perdere il posto di lavoro e limitare la sussistenza finanziaria ai miei familiari. Fui rimesso in servizio dal Pretore (il giudizio di primo grado il mio licenziamento fu ritenuto illegittimo). Poi invece per i Giudici di Appello del Tribunale di Messina i Pubblici Ministeri e la Procura Generale a cui io avevo fatto denuncia Penale per avermi alterato, falsificato il libretto di lavoro moduli M.80/E e i Giudici della Cassazione era giusto e legittimo che io venissi licenziato anche se non sono giunte le mie giustificazioni o le mie difese al Direttore Compartimentale ed era anche giusto che mi venisse leso il diritto di difesa garantito dallo art. 24 della costituzione (ma questa è una altra bella storia).
Io, Alfio Crisafulli, non un sindacalista; ma “IL SINDACALISTA” sono stato licenziato subito già alla sentenza del Tribunale senza aspettare il Giudizio o la sentenza della Cassazione (caso unico in Italia !) in violazione anche dell’art. 27 Costituzione la legge delle leggi (anche questa è una altra bella storia perché su un mio Ricorso per rientrare in servizio il Giudice non ha voluto sentire ragioni. Così fui licenziato definitivamente.
Alfio Crisafulli percepirà per questo licenziamento una misera pensione di lire 1.200.000 circa (per fortuna e ringrazio Dio lo stesso) dal 1994 (con moglie e due figli in tenera età a carico) fino ad oggi da trenta anni vivo in povertà (pubblicherò tutta la mia pensione che ho ricevuto).

Signori tutti perdonatemi del “fastidio” che vi ho dato e che forse ancora vi darò.
Dio comanda: Ama il prossimo tuo come te stesso.
Ed io Vi voglio bene lo stesso a tutti nonostante il male che mi avete fatto.
Ricordatevi però che in tutti i film gialli, che io ho visto al cinema ed in TV, la verità si scopre sempre alla fine del film e pure il nome dell’assassino. Tutti noi abbiamo il nostro tallone di Achille.
Io ho avuto il mio tallone di Achille, “che voi, per farmi fuori, non volendo che io facessi Sindacato, vi siete “inventati” che io ero assente arbitrario dal mio lavoro e mi avete licenziato” ed io ho scoperto proprio in questi giorni il tallone di Achille anzi una cinquantina di talloni di Achille delle Ferrovie dello Stato e precisamente, … (il seguito alle prossime puntate).

A sentirsi offesi e costituirsi parte civile nei miei processi civili e penali, dovrebbe essere il Parlamento italiano (Il Presidente della Camera dei Deputati e il Presidente del Senato) i quali emettono le leggi (è obbligo a tutti di osservarle e farle osservare e poi anche GIURANO tutti dai ferrovieri ai giudici) e le stesse leggi non li rispettano e non li fanno osservare. Viviamo forse in uno Stato in cui sono, eccetto me, tutti Anarchici e fanno tutto quello che vogliono fare senza timore di Dio e senza timore degli uomini.
L’anarchia è una idea libertaria di un ordine fondato sull'autonomia e la libertà degli individui, contrapposto ad ogni forma di potere costituito compreso quello statale (tratto da Wikipedia).
Wiva l’Italia democratica e anarchica e la certezza del Diritto che c’è: oppure, forse, che non c’è.
Vogliatemi bene lo stesso come ve ne voglio io !

AAA cercasi casa Editrice per stipulare un contatto affinchè io possa pubblicare oltre 200 libri oppure opuscoli o collana “di film gialli del lavoro” già pronti per essere pubblicati in lingua italiana e nelle lingue: Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Russo, Cinese, Danese, Svedese, Arabo, … in tutte le lingue del mondo.
Inoltre voglio vendere i diritti di autore per fare un bellissimo film sulla mia vita Sindacale e il titolo dovrà essere non un sindacalista ma “IL SINDACALISTA”. Questo film avrà parti comiche, parti leggere, parti drammatiche, parti in cui era solo e combatteva contro i mulini al vento, nell’ente Ferrovie dello Stato o aule Giudiziarie e il film dovrà avere tre finali:
a) un primo finale in cui ci sarà una brutta fine perché non gli è stata resa Giustizia culminata con il suicidio del “Sindacalista”, oppure
b) un secondo finale in cui dopo il Suicidio del “Sindacalista” finalmente i Giudici si sono resi conto di avere sbagliato e pagheranno i danni alla moglie e ai figli e nipoti;
c) un terzo finale che “IL SINDACALISTA” ottiene, prima di morire la “Giustizia terrena” per riparare almeno una parte di danno della sua vita che è stata irrimediabilmente violata, vilipesa, modificata dal “demonio o satana” che gli è andato contro.

Chiudere il film con le frasi del Santo “Don Bosco” , Papa Benedetto XVI (Santo Agostino) san Paolo, e il giusfiloso tedesco Josef Pieper .

Non c’è vantaggio materiale che compensi un solo danno morale. V,556

Certe omissioni con l’andare del tempo diventano un diritto, che può produrre spiacevoli conseguenze. XII,399

"Chi ama, rifiuta l'ingiustizia e la verità è la sua gioia" ammonisce san Paolo (1 Corinzi, 13,

Uno Stato che non fosse retto secondo giustizia si ridurrebbe a una grande banda di ladri, come disse una volta Agostino, ricorda sempre Papa benedetto XVI (al n. 28).

Il giusfilosofo tedesco Josef Pieper ha scritto che "essere giusto vuol dire convalidare l'altro come tale, vuol dire insomma offrire il riconoscimento, là dove non è possibile l'amore. E la giustizia avverte, dal canto suo, che esiste un altro, il quale non è come me e tuttavia ha anche lui il diritto al suo". Dunque, la giustizia è la virtù che ci porta a riconoscere a ciascuno ciò che gli spetta, ciò che è suo.

Dopo lasciare il tempo di leggere agli spettatori e poi si potrà scrivere The End oppure Fine del Film.

Potete scrivermi in questa e-mail alfio.crisafulli@gmail.com oppure a posta certificata@pec.crisafullialfio.it

Vedi sotto l’allegato del Foglio Disposizioni che sanciva la Promozione di Pricoco Silvio.


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