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sabato 20 agosto 2011

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IO PER I MIEI FAMILIARI ERO E SONO MALATO DI MENTE
Gesù disse ai suoi discepoli: Fatevi un tesoro sicuro nei cieli dove LADRO NON ARRIVA e tarlo non consuma

IO PER I MIEI FAMILIARI ERO E SONO MALATO DI MENTEIO PER I MIEI FAMILIARI ERO E SONO MALATO DI MENTE

Non tutti i parenti e gli amici sanno la mia reale storia familiare.
Io alla fine del 1972 e inizio 1973, visto le ristrettezze economiche in cui versava la mia famiglia, sono stato invitato, più volte da mia madre per diventare suo socio, e svolgere una attività commerciale di acquisto e vendita di tavoli, sedie e mobili.
Siccome ero impiegato nelle FS questa attività commerciale è stata svolta sotto il nome di mio padre Agatino il quale svolgeva l’attività di artigiano producendo anche lui quei prodotti.
Mia madre e mio padre, il quale non ha voluto partecipare a questa attività commerciale, mi hanno conferito l’immobile di loro proprietà sito sulla S.S. 114 Km. 5 Pistunina Messina tanto è vero che mio padre per svolgere l’attività di artigiano andò via da quella sede e nel 1973 prese in affittò un locale sito in via Consolare Valeria n. 1 Tremestieri Messina di proprietà del fu Sig. LA ROSA ADOLFO (detto u Signurino).
Con questa azione all’interno della ditta Crisafulli Agatino si sono ottenuti due rami nella stessa azienda. Il primo ramo era quello artigiano con laboratorio a Tremestieri ed era gestito da Crisafulli Agatino; il secondo ramo era costituito dal ramo commerciale con sede e laboratorio in via S.S. 114 Km. 5 Pstunina Messina ed era gestito da me (Alfio Crisafulli) e quando io non ero presente per svolgere il servizio c’era a sostituirmi mia madre.
Dopo 5 anni (1978), io su suggerimento di mia madre e al posto di quest’ultima, mi presi come socio in questo ramo di azienda mio fratello Emanuele il quale non riusciva, con la sua impresa artigiana “Produzione di Mantovane per Tende” sita in Via Centonze a Messina,.a produrre reddito e a mantenere la sua famiglia.
Io con mio fratello in questo ramo d’azienda ci dividemmo i compiti.
Lui avendo la licenza elementare o licenza media si dedicò all’eseguimento dei lavori manuali (cosa che prima facevo anche io) ed io con Diploma di Perito Tecnico Industriale continuai ad AMMINISTRARE questo ramo di azienda facendo:
Lavori di Acquisto merci; Lavori contabilizzazione e pagamento merce; Lavoro di fatturazione verso clienti; Lavoro di Ricevimento merce; Lavoro di collocazione merce nei depositi; Lavoro di rappresentanza all’esterno dell’azienda; Lavoro di trattative con fornitori e con i clienti;
Lavoro di Consegna merce ai clienti; Lavoro e rapporti di collaborazione con i due Ragionieri della ditta (Rag. Solano e Sofia ) stilando le presenze dei dipendenti, pagando loro e le relative tasse, … eccetera; Lavoro nell’andare a fare distinte e i versamenti alle Banche; Lavoro di investimento del capitale della ditta e farlo fruttare al meglio comprando BOT e CCT; Lavoro per trattative e acquisto degli immobili pagati dall’azienda; Lavoro di trattative con i Direttori degli istituti bancari per: fido, cambiali per lo sconto, Prestiti, finanziamenti.
Gli istituti bancari erano: Cassa Centrale di Risparmio, Banco del Sud; Banca Agricola Etnea Contesse; Banca Popolare Santa Venera.
In questi istituti bancari io ho aperto dei conti correnti e libretti di risparmio con firma congiunta con mio padre Agatino e mio fratello Emanuele.
Ho potuto svolgere questa attività perché nelle FS io ero nel Ramo Viaggiante e svolgevo la mansione di Capo treno. Il mio orario di lavoro era disciplinato con il DPR 1372/1971; DPR 374/1983 e poi con il CCNL.
Questa attività mi permetteva di essere molto libero perché godevo all’anno e in un primo momento di 61 riposi formati di 48 ore (due giorni quasi mai di Sabato e Domenica ) perché i riposi avvenivano con cadenza ogni 6 giorni e mai al settimo giorno. Io avevo all’anno 61*2 = 122 giorni liberi più 32 giorni di Ferie. Per un totale di 154 giorni di libertà annuali. Successivamente (dal 1987 in poi) il riposo giornaliero è aumentato a 56 ore per effetto della riduzione dell’orario di lavoro settimanale a 36 ore e i miei giorni di libertà sono aumentati di ulteriori 10 giorni circa.
Dei restanti giorni io lavoravo in media 4 ore giornaliere (anche se le FS con proprie statistiche sostenevano che il lavoro in media del Personale Viaggiante e Macchina era di due ore e 40 minuti giornalieri) perché il mio riposo giornaliero era, in base a questi DPR, minimo di 18-20 ore fra la fine di un servizio e l’inizio dell’altro e non si potevano fare due servizi notturni consecutivi.
Con la retribuzione che io ho percepito con il lavoro svolto nelle FS io ho finanziato l’azienda nei momenti di difficoltà pagando fornitori, merce, prestiti, cambiali, ed altro. Io ho partecipato con i miei soldi personali ricevuti dalle FS anche con l’acquisto di immobili destinati ad Agatino, ad Emanuele, a Mia madre e a mia sorella Ida.
Ho versato nella cassa dell’azienda Crisafulli Agatino (società di fatto) le mie due buonuscite, i soldi del risarcimento danni per un licenziamento, I soldi presi per avere svolto la qualità di Arbitro nei lodi arbitrali, i miei soldi investiti in fondi comuni di investimento, ed altro. Nella cassa dell’azienda di Crisafulli Emanuele (altro mio socio) ho versato dal 1994 in poi tutti gli importi delle mie pensioni mensili.
Nel gennaio del 1999 mio fratello decise di sciogliere la società. Scrisse di suo pugno un memoriale portandolo a conoscenza di tutti i componenti la mia famiglia (poi lo pubblicherò).
Seguirono trattative bonarie per dividere il patrimonio sociale; ma queste non andarono a buon fine perché le condizioni che mi si volevano imporre, specie quelle stilate dall'avv.to Domenico Alessandro su indicazione di Emanuele, erano troppe onerose e gravose nei miei confronti.
Alla mia richiesta di avere la mia parte dalla società “tutti” i componenti della mia famiglia: mio padre, mia madre, mio fratello Emanuele, le mie due sorelle Ida e Melina; negarono l’esistenza di questa società di fatto (Pubblicherò a questo proposito le loro deposizioni rese davanti ai Giudici del Tribunale di Messina in contrasto con il contenuto di una registrazione avuta con tutti loro fatta nello studio degli avv.ti Domenico Alessandro e Antonio Domenico Gullo e in presenza di questi ultimi).
Ho scritto loro, se non venivo considerato socio, di tornarmi indietro i soldi che io avevo conferito nell’azienda e su questo punto non fui nemmeno degnato di una risposta o di una trattativa.
Ritenendo che tutti i componenti la mia famiglia fossero “Cattolici Cristiani” ho scritto nei muri del capannone sito sulla S.S. 114 km. 5 Pistunina:
CHI NON RISPETTA I COMANDAMENTI DI DIO FA PECCATO MORTALE. 7° NON RUBARE; 8° NON DARE FALSA TESTIMONIANZA. DATEMI I MIEI SOLDI. ANDRETE ALL’INFERNO
Per tutta risposta con la scrittura di mio fratello con il consenso di tutti (Padre madre e sorelle) mi risposero in seguito:
CI FAI TANTA PENA … PERCHE’ DIMOSTRI SEMPRE PIU’ CHE SEI MALATO… FUORI DI TESTA. PURTROPPO NON E’ UN MODO DI DIRE ,MA E’ REALTA’. ACCETTA UN CONSIGLIO DI CHI “NONOSTANTE TUTTO” TI VUOLE ANCORA BENE … FATTI CURARE..
Per dimostrare quello che scrivo vedi foto sotto qui allegata.
Oggi a distanza di ben 12 anni dai fatti pur sapendo che io sono malato … fuori di testa i miei “parenti” hanno chiesto al loro avvocato di intervenire nei confronti del mio avvocato per chiudere con un accodo bonario offrendomi in cambio “qualche cosa”. Domando: Questo accordo lo volete fare facendo un gesto caritatevole e Cristiano nei miei confronti perché sono “malato … fuori di testa”: oppure questo accordo lo volete fare perché sapete che io essendo “malato … fuori di testa” ne volete approfittare ancora e ricavare un maggior profitto non dandomi quello che mi spetta e negandomi i danni che io e la mia famiglia, in 12 anni di isolamento ed emarginazione da voi tutti abbiamo subito e ricevuto ?. Intanto le cause vanno avanti !
Vedremo come andrà a finire questa bella storia anche perché il mio “caro” padre alla fine di giugno 2011 è morto e da questa data si è aperta la successione che io sono sicuro accetterò e poi farò l'elenco di tutti beni in successione che ha lasciato ivi compreso quelli che il “ de cuius” ha donato in vita a mio “fratello” Emanuele e alle mie due sorelle.
Ecco quindi che per alcuni eredi la situazione si complica.
Il seguito alla prossima puntata.
Vedi fotto sotto.


Rubrica
FAMIGLIA CRISAFULLI

Sottocategoria
CAPANNONE INDUSTRIALE

FAMIGLIA CRISAFULLI
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venerdì 25 novembre 2016
1.IL “FALSO TESTAMENTO OLOGRAFO” DI CRISAFULLI AGATINO E LA PROPOSTA ILLEGITTIMA FATTA DALL'AVV.TO STEFANO PRINCIPATO DELLO STUDIO LICORDARI IL QUALE DIVENTA PROTAGONISTA IN QUESTA, A SUO DIRE, “TELENOVELA”.
I miei fratelli germani, assistiti dall'avv.to Stefano Principato, non vogliono cedere il “malloppo”. Addirittura l'avv.to Principato scrive che il suo cliente “Crisafulli Emanuele” dissente la sentenza emessa dal Tribunale di Messina n. 2314/2014. Entrambi (avv.to Principato ed Emanuele Crisafulli) contestano poi le mie accuse. Sono stati commessi, fino ad oggi, reato penale di falsa testimonianza, reato penale di falsità ideologia, reato penale di appropriazione indebita, reato penale di avere scritto il Falso in un Atto Notorio, reato penale di avere occultato per cinque anni la pubblicazione del testamento olografo, ed infine con la pubblicazione del testamento olografo, reato penale di FALSO in scrittura privata.
domenica 23 novembre 2014
2.IL TRIBUNALE DI MESSINA PUBBLICA LA SENTENZA SULLA SOCIETA' DI FATTO
Dopo 11 (undici) anni e 5 (cinque) mesi il Tribunale di Messina, anche se con un po’ di ritardo, decide sulla causa avente oggetto l’accertamento della società di fatto.
lunedì 20 giugno 2016
3.I MIEI FRATELLI GERMANI NON VOGLIONO FARE LA DIVISIONE DEI BENI DELLA S.D.F. E NON VOGLIONO NEMMENO FARE LA SUCCESSIONE EREDITARIA
Mio fratello Emanuele Giovanni e le mie sorelle Carmen e Ida Maria non hanno voluto presentarsi alla ADR Center srl per la mia proposta di Mediazione prima di adire le Autorità Giudiziarie
COMPRAVENDITA O DONAZIONE ?
sabato 15 dicembre 2007
4.COMPRAVENDITA O DONAZIONE ?
Il padre non riconosce il figlio e il figlio non riconosce il padre come parente in linea retta
domenica 4 dicembre 2011
5.LA VERITA' VI RENDERA' LIBERI
"U Brugghiuni iavi aviri bona memoria"

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