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L'ex mio collega Ferroviere, Fenech Antonino, di Messina sei anni fa e precisamente, il 02 settembre 2004, mi scrisse una lettera (vedi copia qui sotto allegata).
Lui in questa lettera dice di scrivere con il cuore in mano al suo "amico" "fratello" Alfio.
Si confessa e scrive " che ha fatto una catechesi a linguaglossa il 18-22 agosto 2004" ... e poi scrive "sto cercando di mettercela tutta per avere la mia coscenza a posto anche dal lato cristiano".
Poi il Fenech si è riallacciato alle mie uscite e richieste.
Io infatti prima di questa data ho chiesto con una lettera al Fenech e al Bonsignore di farmi prendere i soldi che io, su loro volere e consenso, avevo anticipato per il SAPEV/CONFSAL. Io ho scritto a loro sostenendo che il Sindacato mi doveva dare, in ogni caso, queste somme è ciò era dovuto anche se per ultimo, per come diceva lui, io non avevo la rappresentanza legale e la stessa rappresentanza legale era del sig. Di Tommaso Giovanni. Pertanto non c'era alcun motivo di opporsi a farmi avere i soldi che io, su suo volere, ho anticipato..
Questa mia precisazione non è stata intesa come un fatto per evitare che il Fenech e il Bonsignore producessero danni a me, danni a loro stessi e alle loro famiglie; ma è stata intesa come se questa dichiarazione gli desse ragione sulle loro malefatte, antecedenti a quel periodo. E così che loro si sono convinti che la loro opposizione a non farmi prendere i soldi era giusta e legittima.
Il Fenech così nella sua lettera continua e mi scrive: le tue uscite e richieste "in tutta serenetà e semplicità assomigliano più al canto di un cigno, ad uno estremo tentativo di legittimazione che tu stesso hai messo in forse".
Per chi non sapesse " dicono che i cigni, approssimandosi alla morte, cantino ". E' un modo per indicare l'ultima espressione degna di nota di una carriera o di una vita professionale o artistica in declino. Per estensione si usa anche per indicare in genere l'ultimo segno di vitalità.
Ecco quindi che il Fenech ha interpretato la mia richiesta, di farmi dare i soldi del Sindacato che io ho anticipato e tenuti illegittimamente dall'avv.to prof.re Marcello Parrinello, non come un fatto per fargli conoscere la verità su come stavano i fatti ed evitargli il produrmi danni; ma un fatto di debolezza nei suoi confronti sulla mia e sulla sua posizione giuridica. Questa mia richiesta è stata interpretata come il " canto di un cigno "..
Oggi, a distanza di 6 anni, il Fenech e il Bonsignore vogliono fare con me un accordo ! Hanno incaricato il nostro collega ROSSELLINI (Capo Stazione in pensione) per un contatto e per un bonario componimento. Io mi sono mostrato disponibile e abbiamo fatto due riunioni. Ne loro, però, ne il loro avv.to Vincenzo Gatto, mi hanno detto, scritto, o sottoposto la bozza dell'accordo. Solo il mio avvocato prof.re Francesco Ciraolo mi ha riferito verbalmente una proposta che a me, però, appare limitata e non completa. Riferirò agli associati su questa proposta con un altro articolo.
Leggendo poi le domande che mi pone il Fenech nella stessa lettera
1.-) "E' possibile che tutti gli amici anche i colleghi del Sindacato hanno fatto a gara per fregarti? Per danneggiarti ? Per derubarti ?
2.-) E' possibile che anche sorelle e fratelli e nipoti e dipendenti sono stati sempre pronti da soli o in combutta a beffarti, a frodarti, o farti male, ad approfittarsi di Te e della tua bontà "?
Fenech: Risponderò a queste tue domande successivamente per farti sapere se è possibile o non è possibile.
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